LA GUIDA AL FUORISTRADA 2006-2007 EDITORIALE Strana stagione quella del 2006. Le sorprese hanno di gran lunga superato le conferme. Che sono state meno di quelle che avremmo voluto. Cairoli (MX1) cede la corona al talentuoso Christophe Pourcel al termine di un confronto risoltosi all'ultima manche di Ernee; gli enduristi della Nazionale Azzurra lasciano Taupo (Nuova Zelanda) con le valigie leggere leggere perché i trofei vinti solo dodici mesi prima in Repubblica Slovacca finiscono nelle mani di Finlandia e Stati Uniti. Conferme, sorprese e un briciolo di delusione. I risultati sportivi hanno premiato soprattutto i giovani. Spicca su tutti il nome di Lupino, teenager di belle speranze su cui punta l'Italia crossistica di domani. Alessandro ha vinto tutto quello che alla sua giovane età si poteva vincere in una stagione che lo ha definitivamente consacrato in ambito internazionale. Titolo europeo e mondiale della classe 85. Classe sul cui futuro peserà l'evoluzione tecnica e regolamentare. Perché anche qui ora si parlerà di quattro tempi, nella fattispecie da 150 cc. Tra i giovani che ci han regalato delle soddisfazioni ci sono anche Matteo Dottori e Marco Maddii capaci di distinguersi in campo internazionale (europeo) dove l'attività si polverizza dietro ad “enne” campionati. Conferme. Stefan Everts mantiene la parola data. Aveva annunciato il ritiro e ritiro sarà. Un ritiro col botto visto che il suo congedo dalle corse è accompagnato dal sorprendente divorzio da Yamaha. Il belga smette con dieci titoli mondiali e 101 gran premi vinti. Numeri difficilmente eguagliabili per molto e molto tempo ancora. Reduci da stagioni trionfali, Salminen e Knight, eroi dei due mondi, quest'anno si invertiranno ruoli e campionati. Il primo tornerà in Europa, il secondo tenterà fortuna nel GNCC americano. Conferme e sorprese del panorama enduro. Giovanni Sala che vince un tricolore a quaranta anni più iva… deve far riflettere. L'enduro nazionale fallisce nella competizione a squadre (Six Days) e delude nel mondiale. Aria di crisi. I titoli vanno ai soliti: Cervantes, Aro e Knight. Conferme. Nel trial internazionale Grattarola (finalmente un giovane) fa vedere che potrebbe raccogliere la pesante eredità di Bosis. Già proprio del Diego nazionale. Un altro di quelli che non sembra stancarsi di correre e vincere. Diego Bosis, classe 1966. Intanto Raga fa filotto. Le due cilindri si rimpadroniscono del mondiale supermoto. Almeno nella S2, la 450, che da quest'anno si chiamerà S1 perché insignita del titolo di classe regina. Vince Van Den Bosh, il più grande di sempre nella specialità dello sliding. L'S1 del 2006 è invece appannaggio di Hiemer. Ecco un'altra sorpresa… Il Supermoto delle Nazioni diventa mondiale ma sono davvero in pochi ad accorgersene. Dopo aver sfiorato il podio nel Motocross delle Nazioni inglese grazie agli straordinari Cairoli e Philippaerts, dopo aver deluso nella Six Days in Nuova Zelanda, l'Italia trionfa in Irlanda con Balducci, Beltrami e Lazzarini. Tutto il resto è scritto nelle pagine a seguire. Allora archiviate il vecchio annuario ed iniziate a sfogliare il nuovo, aggiornato in ogni sua parte. Buona stagione. La redazione
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