
Giuseppe Luongo usa un linguaggio caro ai berlusconiani quando dice che occorre maggior ottimismo e soprattutto un impegno superiore per affrontare le difficoltà di questo momento. Il messaggio viene lanciato nella notte degli Awards di Monte Carlo, la festa dei campioni 2008 o, se volete, quella più autocelebrativa dei 25 anni di attività del presidente di YouthStream.
Con un deciso “Yes we can”, Wolfgang Srb (numero uno della CMS alla FIM) va oltre facendo suo lo slogan coniato dal neopresidente americano Barack Obama nel discorso tenuto alle primarie in New Hampshire.
Condivido il pensiero per cui è doveroso ritrovare fiducia ed ottimismo nonostante tutto. Ma rimangono dati oggettivi, segnali preoccupanti che accompagnano i pensieri di un altro presidente, Paolo Sesti, che si appresta a vivere il nuovo quadriennio (il quarto consecutivo alla guida della Federazione Motociclistica Italiana) in un clima tutt’altro che favorevole.
In una situazione di grande incertezza anche il modo di intendere lo sport è destinato a cambiare. Soprattutto laddove la pratica di una disciplina è subordinata all’impiego di un attrezzo, nello specifico una motocicletta, che il mercato propone a prezzi fuori da ogni logica se almeno raffronto il costo di una moto da cross con quello di un’utilitaria, per la quale l’investimento può essere inferiore ai 10.000 euro.
Il prezzo a cui oggi viene proposta una moto, sia essa da cross, enduro, trial o supermotard, avrebbe ragione d’esistere solo nel caso in cui ci fosse l’opportunità di scegliere. Così come del resto avviene quando di fronte alla necessità di acquistare una bicicletta, un paio di sci, o una racchetta da tennis, si seleziona il modello adatto alle proprie esigenze e soprattutto alle proprie tasche. Chi pratica uno sport come lo sci può comprare il modello sviluppato per emulare il super campione sapendo che la cifra richiesta può essere superiore al migliaio di euro. Per ragioni diverse però l’investimento si riduce a poche centinaia di euro qualora si volesse acquistare il modello meno performante. In sintesi: sposi il brand e poi scegli quale tra i modelli della gamma fa al caso tuo.
L’appassionato fuoristradista non gode di questa grande opportunità. E dove decidesse di avvicinarsi a questo sport non ha facoltà di scegliere a meno di orientarsi verso il mercato dell’usato o verso rimanenze di magazzino.
Una moto da cross, enduro, trial o supermotard è proposta oggi a prezzi che oscillano tra i 7 ed i 10 mila euro. Indiscutibili e giustificati se i costruttori affiancassero al modello top di gamma l’omologa versione contraddistinta dalla sigla “E” (E – uguale Economica) e cioè orfana di quella serie di “optional” che, ci raccontano, fanno lievitare i costi. Nel mondo delle auto le chiamano modelli base. Nel mercato moto potrebbero essere quelle moto non necessariamente costruite con componentistica o soluzioni tecniche esasperate. Penso quindi alla moto per tutti. Quella che ogni costruttore avrebbe già in casa se recuperasse modelli proposti nelle stagioni commerciali passate.
Vi immaginate la moto da cross a 2.999 euro? Roba da factory outlet. Altro che factory rider.
EDOARDO PACINI










