PER TONY MEGLIO GLI ANNI DISPARI
Gli anni pari non fan per lui. Almeno per ora, in futuro chissà. Dietro alla più forte notizia del mese, c’è un dato statistico: Cairoli è uomo da stagioni dispari. Nel campionato che il siciliano ha sfortunatamente interrotto per ricostruire i legamenti stracciati in Sudafrica, si è rivisto un po’ di quel 2006 il cui andamento credo sia ancora nella memoria di tutti. Oggi come allora il susseguirsi di episodi negativi si è rivelato destabilizzante.
Sono certo di dare un giudizio razionale ed equilibrato scrivendo che Cairoli è stato il pilota più forte anche nelle due stagioni in cui non ha vinto il titolo. Non a caso il siciliano ha perso il confronto con gli avversari pur vincendo di più. Era successo con Pourcel nel 2006 (anno pari…), è accaduto di nuovo quest’anno.
Correndo il rischio di diventare ripetitivi, nelle pagine del giornale abbiamo raccontato in più di un’occasione la superiorità di Cairoli. Una superiorità fatta di giri record, rimonte, di manche vinte anche con acciacchi fisici più o meno importanti. Ma quella superiorità che, cronometro alla mano, è sembrata talvolta imbarazzante, non è stata capitalizzata a dovere.
L’infortunio del Sudafrica è l’ultimo segnale forte perchè definitivo, ma il campanello d’allarme era suonato a più riprese nel corso di questa stagione. In cinque Gran Premi su dieci, Cairoli si è ritrovato nei guai nei primi venti secondi di gara. Cadendo al via delle corse di Bellpuig, Sevlievo, Mantova e Francia. In Sudafrica non è stata una caduta a fermarlo ma qualcosa di ben più grave. Ma anche in quella circostanza erano passati solo pochi secondi dal via. Coincidenze sfavorevoli? Sfortuna? Può essere, però…. Cairoli ha servito troppi assist agli avversari. Che sono cresciuti un gran premio dopo l’altro proprio dietro alle disavventure del nostro campione. Così, mentre Tony ribadiva la sua forza con una supremazia sterile, Rattray e Searle prendevano coscienza, fiducia e coraggio, crescendo dietro la spinta di quelle duemmezzo austriache che quest’anno van come missili. Troppe le KTM intorno, poche le Yamaha vicine al Tony Nazionale. Anche se poi, ironia della sorte, è stata proprio una YZ come la sua a metterlo definitivamente in ginocchio…
Il professor Claes, uno che di legamenti in Belgio ne ha aggiustati parecchi, ha già fatto il suo dovere. Ora occorre pazienza. Perché per rivedere in pista Cairoli dovremo aspettare parecchio tempo. E proprio il tempo ci dirà anche chi gli succederà sul trono della MX2, classe che per il siciliano è già materiale da archivio.
Il nuovo campione del mondo sarà uno dei due ufficiali KTM, questo lo dice ormai anche la matematica, rimane da capire se la corona sarà di Searle o Rattray. E nel giorno in cui uno dei due festeggerà, Everts si toglierà qualche sassolino dalla scarpa mettendo in bacheca il primo titolo mondiale vinto senza casco in testa. Il primo nel ruolo di manager e non da pilota. Una bella risposta a quanti dicevano che non era tagliato per questo mestiere.
In calce. Tokyo, 23 luglio. Vito Ippolito, Presidente della Federazione Motociclistica Internazionale, e Wolfgang SRB, Presidente della Commissione Sportiva Motocross, incontrano l’industria giapponese. In agenda, tra le altre cose, il motocross in tutte le sue declinazioni. Vale a dire il futuro del nostro sport.
EDOARDO PACINI













