Effetto George Cloo
ney. Gli americani
incoronano il Lago di Como.
Si dice che anche Villopoto ne sia affascinato.
Ryan in cerca di una “Villa Oleandra”?
C’è chi lo asserisce… Vedremo.
Nell’intervista per certi versi inedita che
pubblichiamo in questo fascicolo, Ryan
Villopoto racconta le ragioni che stanno
dietro la sua scelta importante. Dal suo
parlato si evince però anche quel che
significa essere il numero uno del
motocross americano. Diventare il più
forte pilota degli Stati Uniti è molto più
complicato oggi di quanto non lo sia stato
in passato. Soprattutto per chi nelle categorie
inferiori non era considerato un
predestinato. Da leggere tutta d’un fiato.
La grande opportunità
L’America perde appeal e si aggrappa a nomi che nell’immaginario collettivo alimentano poche fantasie. Al pensiero che per esempio Kawasaki USA costruirà castelli su figure del calibro di Millsaps e Hahn (nuovi piloti della squadra ufficiale) vengono i brividi…
Certo, Roczen, Dungey e l’inossidabile Reed mica son da buttar via. Ma l’incertezza che ruota intorno al futuro di Stewart unitamente all’ormai conclamata assenza di Villopoto, svuotano i contenuti del cross a stelle (poche) e strisce.
Il Nazioni delle ultime stagioni è un po’ lo specchio di quel che oggi vale il motocross dall’altra parte del mondo. Che mai come in questi anni ha avuto bisogno dei più talentuosi ragazzi provenienti dal Mondiale MX2.
Roczen (tedesco di Germania) che vince il National e si candida per il grande slam nel 2015 (SX + National) conferma quanto evidente sia la crisi di talenti americani. Millsaps che al debutto sulla Kawasaki va a vincere la Monster Energy Cup mi fa perdere delle certezze alimentando al contrario più di una perplessità su quel che è lo stato di salute del motocross americano.
Villopoto è ormai un “nostro” patrimonio, Stewart è un grande punto interrogativo, Reed mi pare abbia già dato e avuto a sufficienza. Allora non resta che conservare i ricordi delle straordinarie stagioni di McGrath, Carmichael, e dei citati Reed, Stewart e Villopoto, campionissimi ancora senza eredi.
Mentre Supercross e National cercheranno di disegnare il volto del nuovo eroe, il Campionato del Mondo può trovare quella popolarità che mai gli è stata riconosciuta.
Perché per un anno – e solo per uno visto che poi anche Villopoto gliela darà su – ci sono opportunità mai avute prima. E diventa doveroso innescare dinamiche importantissime in proiezione futura.
Il Campionato del Mondo MXGP nel 2015 sarà indiscutibilmente il più interessante, chiacchierato e seguito. Per questo dico che se promoter, media e addetti ai lavori avranno un pensiero comune, la straordinaria sfida Cairoli -Villopoto potrebbe davvero portare il Mondialcross in una nuova dimensione. Ma occorre attenzione e ocutalezza. Perché c’è chi lo spettacolo lo sa rendere grande anche senza grandi…
LA SCELTA CONTROTENDENZA DI VILLOPOTO APRE NUOVI SCENARI. NON SOLO SUL PIANO SPORTIVO. Se l’eco di questa sfida ingolferà ogni angolo del mondo ciò genererà un indotto di straordinarie proporzioni.
E non ci sarà da stupirsi se da qui ad un anno saremo ancora a raccontare di talentuosi pilotini americani pronti a varcare il Grande Oceano per cercar fortuna nella Vecchia Europa.
EDOARDO PACINI













