Avete già pensato alla pausa pranzo? 😉 Bene allora mettetevi comodi che è tornato Zep con la sua tastiera velenosa! L’attenzione si è posata ancora sui ragazzini terribili della classe 250.
È la notte dell’Apprezzamento Militare, e bisogna dire che l’ufficio Pubbliche Relazioni dell’esercito americano è decisamente il più efficace. Anche cinquant’anni fa gli States erano incazzati più o meno con mezzo mondo, spedivano i loro Custer col settimo cavalleggeri in Vietnam ma nel paese e soprattutto in California i giovani pacifisti contestavano la guerra e Brad Lackey correva con un colomba di plastica fissata al manubrio (in segno di pace).
(Image profile Will Topete@Dagsom)
Cominciamo da Asterix. E scusate, volevo dire Webb. Mi sono confuso per via della pozione magica, quella che il temibile Doctor G deve avergli somministrato per riuscire comunque a vincere nonostante l’incidente delle prove. Una ricca legnata rimediata alla spalla, apparentemente senza lussazione ma la cuffia dei rotatori non avrà goduto di certo. Nonostante l’infortunio, e dopo una qualificazione abbastanza prudente, il piccolo Asterix della Yamaha in finale ha preso fiducia e dato la caccia ai due avversari davanti. Se riesce a essere il più veloce e costante lottando anche contro il dolore, il titolo non può che esser suo.
Sì, perché Bowers è già bravo ad esser arrivato dov’è. Fra pochi giorni avrà 24 anni e tutto sommato per un pilota cresciuto nel più facile Arenacross (campionato minore indoor AMA), è già molto essere a questi livelli nel Supercross 250. La velocità non gli manca. Su una pista finalmente più selettiva come SanDiego, è stato il più veloce in prova e in finale: col record nei due settori più tecnici e sul giro completo! Mica pizza e fichi. Infatti è rimasto in testa per metà gara, solo che poi è scoppiato come un petardo. In mezzo al rumore di quelli messi dallo sponsor se ne sono accorti in pochi, lui ha parlato di problemi, ma un po’ di pozione magica servirebbe anche a lui. Oppure un preparatore atletico. Perché girando anche tre secondi più lento del suo miglior crono iniziale… adesso non si vince né gara né campionato
Poteva andare meglio anche a Mcelrath e Nelson. Col passaggio alla KTM, la squadra di TroyLeeDesign ha messo le ali ai suoi due ragazzi. Stavolta Nelson era lento, molto lento e ha finito molto dietro. Deve crescere soprattutto quando le piste diventano più impegnative. Ma il compagno di squadra è andato molto più forte (due secondi al giro) e alla fine anche lui – seppur stanco – ha passato Bowers.
(Image profile Will Topete@Dagsom)
Stavolta sono mancati completamente Stewart e Hill. I fratelli junior si sono messi subito nei guai cadendo subito dopo il via della finale. E ritirandosi. Stewart nelle prove non aveva dato buona prova di sé, ma Hill aveva vinto la sua heat di qualificazione. Per entrambi l’ennesima stagione supercross interlocutoria, e negli States crescere lentamente è sempre molto pericoloso. Perché là ogni anno il minicross sforna una decina di pilotini promettenti. Per Stewart in più c’è anche un contratto da prolungare con HondaGeico, e deve convincere il team manager LaRocco che può venir buono anche per il National. Considerando la buona visibilità che il team semiufficiale Honda ottiene con Tomac, non è scontato. Forse più che la squadra, è la filiale americana Honda a esser interessata ad aver un secondo pilota forte nella classe cadetta. Chi è il primo? Il campione EastCoast Justin Bogle!
Senza Cianciarulo – fermo fino al National – e senza Davos (passato in 450), quest’anno hanno la benedizione dei pronostici Bogle (che ha vinto il SX 2014 grazie agli incidenti altrui), Jeremy Martin (che ha dominato il National) e Marvin Musquin. Per il francese le ultime stagioni sono passate quasi inutilmente. S’è rotto due volte i legamenti allo stesso ginocchio e gracilino com’è finalmente ha rotto il salvadanaio ed è entrato nella corte di Aldon Baker. Musquin sta diventando vecchio – quest’anno compie 26 anni – e se pensiamo mediamente in US i big si ritirano a 27/28 anni… è pesantemente in ritardo sul suo road-book. L’avversario più pericoloso (Cianciarulo) è a riposo, sa guidare bene, ha la moto più competitiva e da quest’anno anche il miglior preparatore atletico d’America. Se cilecca o si fa male un’altra volta… per lui diventa difficile rimanere nel giro che conta.
Tra sette giorni repliche & eventuali.
Zep
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(Image motorcyclemuseum.org, Kawasaki, TLD @J.Kardas, profile Greg King, Dagsom, R.Dungey)


















