Nel suo palmares ha dieci titolo Mondiali, 101 Gran Premi e 5 MXoN vinti. Se nel Motocross ci fosse una famiglia reale, lui ne sarebbe il Re. Ha corso contro – e a volte sconfitto – campioni come Jeff Ward, Jean-Michel Bayle, Jeff Stanton, Ricky Carmichael, Jeff Emig, James Stewart e Ryan Villopoto. Stefan Everts è indubbiamente uno dei più grandi piloti della storia del Motocross, l’incarnazione del meglio del nostro sport. Chi più di lui per parlare della sfida del secolo fra Ryan Villopoto e Tony Cairoli che avrà inizio questo sabato dal Qatar?
Stefan, che hai fatto ultimamente in giro per il mondo?
– Siamo appena tornati dalla Francia, ci siamo stati una settimana per alcuni test e per una gara di Campionato Francese come preparazione al Mondiale. Ci hanno corso Pauls Jonass, Davy Pootjes e uno dei miei ragazzi della 125. E’ stato un buon allenamento, Jeffrey Herlings ha invece preferito non correre alcuna gara pre-Mondiale. Inizierà proprio dal Qatar -.
Quando partirete per il Qatar?
– Mercoledì -.
Andiamo subito al sodo: che ne pensi di Villopoto contro Cairoli?
“Beh, sono contento che finalmente i due Campioni si incontreranno. Il meglio delle due sponde dell’oceano. Un sacco di europei lo hanno attraversato per andare a correre in America e altrettanto hanno fatto gli americani per correre il Mondiale. Ora però in Europa è arrivato il miglior pilota americano, e questo non era mai successo prima d’ora. Per Ryan venire a vivere in Europa è stata una decisione difficile, in realtà non ha nulla da dimostrare, però la sua scelta di correre il Mondiale farà molto bene al nostro sport. Sarà una stagione molto interessante per tutti e ho intenzione di osservare proprio da vicino cosa succederà”.
Cosa hai pensato quando hai saputo della decisione di Villopoto?
“La notizia circolava già da tempo, poi Villopoto è venuto a vedere un GP in Belgio e lì aveva lasciato trapelare che un domani sarebbe stato interessato a correre il Mondiale. Ha mantenuto la parola e ora è finalmente arrivato il momento. Mi è piaciuto il suo atteggiamento”.
Nel 2006 hai vinto il titolo Mondiale MXGP e subito dopo battuto James Stewart al Motocross delle Nazioni. Dopodiché ti sei ritirato. Villopoto è il Campione Supercross in carica e, proprio come te nel 2006, è al top della carriera. Cosa ne pensi di questo suo “ultimo colpo”?
“Se prendi una certa decisione devi esserne convinto al 100%. Se invece sei già con la testa in pensione, allora può diventare pericoloso. Per come la vedo io, devi esserci dentro al 1000%. Per me sarebbe stata la sfida più grande della mia vita. Non so se Ryan la pensa allo stesso modo, nel caso lo facesse allora le possibilità di successo aumenterebbero parecchio”.
Quanto sarà bravo Villopoto?
“Farà sicuramente bene. I primi GP saranno ideali per lui. Quando arriverà in Europa credo che inizierà la vera sfida. Venire a vivere in Europa per un paio di mesi è diverso. Qui ci sono culture differenti e differenti mentalità. Piste e gare differenti. Certe piste in Europa sono così difficili e completamente diverse da quelle in America. Alcune di queste sono buone, come Matterley Basin, e a Ryan piaceranno. Ma se prendiamo la Svezia o a Loket, sono due piste completamente diverse, le più interessanti per vedere come Villopoto si comporterà. Ci saranno piste, però, dove Ryan sarà davvero l’uomo da battere”.
Nel tuo ex ruolo di Team Manager Red Bull KTM sei stato molto vicino a Tony Cairoli. Cosa credi stia pensando di questa sfida?
“Non so veramente cosa gli stia passando per la testa in questo momento. Sicuramente Ryan gli darà una spinta in più per difendere il titolo. Dico questo perché Tony ha vinto così tanti titoli che diventa sempre più difficile trovare nuove motivazioni. Ma con Ryan avrà una ragione in più per allenarsi più a fondo di quanto non abbia mai fatto prima. Tony vuole vincere il titolo e lo vuole fare contro il più grande pilota di Supercross che ci sia”.
Cosa credi succederà?
“Difficile dirlo. Non so quanto Ryan si adatterà allo stile di vita europeo, alle piste e a tutto il resto, se si farà sopraffare o meno da tutto questo. Come ho detto prima, se vuole veramente vincere il titolo, allora le sue chance di successo aumentano. Potrebbe tuttavia arrivare anche un punto in cui le cose non gli piaceranno più, e quindi le sue possibilità si allontaneranno. Se le cose funzioneranno, rimarrà motivato, e Tony di conseguenza lo sarà ancora di più, ci saranno GP in cui avrà la meglio Villopoto e altri dove vincerà Cairoli. Non dimentichiamoci però gli outsider, che sono altrettanto motivati a entrare nella sfida per prendersi una fetta di torta e forse, a fine stagione, la torta intera con la ciliegina sopra”.
Chi saranno secondo te gli outsider?
“Mi aspetto buone cose da Paulin, credo abbia davvero una buopna moto. Nella pre-season ho visto bene anche Desalle e Strijbos, sembrano molto forti. Poi c’è Van Horebeek. Saranno tutti motivati di entrare nella battaglia per il titolo. Sarà un Mondiale davvero emozionante da vedere”.
Credi che questa lotta nella MXGP sarà la più grande mai vista prima nel Motocross?
“Sarà la migliore di tutti i tempi”.
Potremmo confrontare questa sfida con quella fra te e Carmichael?
“Sì, direi di sì, solo con nomi e numeri diversi”.
Ci sarà molto da vedere in questa battaglia, non è così?
“E’ il motivo per il quale il nostro sport sarà finalmente così importante. Porterà un sacco di attenzione in più ai Gran Premi, chiunque al mondo vorrà essere testimone di una sfida del genere. E non parlo solo di battaglia fra piloti. E’ una lotta fra costruttori e sponsor. E’ una battaglia in molte direzioni e questo porterà altrettanta attenzione al nostro sport. Qualcosa di cui avevamo davvero bisogno. Ne parlerà la stampa e spero che questo riporterà il pubblico alle gare aumentando l’interesse verso il Motocross.
Bene Stefan. Ora voglio da te una previsione…
“Do a entrambi un’alta probabilità diovincere il Mondiale. E che vinca il migliore”.
(di Eric Johnson, images KTM/R. Acher, Kawasaki.eu/P. Haudiquert)


















