E’ TRADIZIONE CHE FORBES, AUTOREVOLE RIVISTA AMERICANA DI ECONOMIA E FINANZA, PUBBLICHI ALLA FINE DI OGNI ANNO LA GRADUATORIA DEGLI SPORTIVI PIÙ RICCHI.
L’elenco dei cento Paperoni degli Sport è guidato da Floyd Mayweather, nome sconosciuto ai più, a meno di avere buone competenze nell’ambito del pugilato.
Tra contratti, premi e diritti di immagine, nel 2014 il pugile americano ha guadagnato 105 milioni di dollari. Qualcosa in più di Cristiano Ronaldo (80 milioni…) e del cestista LeBron James (72,3).
Inciso: la donna meglio retribuita è stata Maria Sharapova che nella stagione scorsa ha incassato premi per 24,4 milioni di dollari. Tra i cento atleti più pagati al mondo non c’è un solo esponente delle nostre discipline. Una grande ovvietà che però mi indirizza verso una verità decisamente più aderente al nostro mondo ancorchè a firma dei colleghi americani di Motocross Action. Quel che si evince dall’interessante sequenza di numeri pubblicata nel portale di MXAction, dimostra una volta di più che il guadagno non è commisurato ai rischi intrinsechi degli sport, e che nell’ambito di uno sport declinato in tutte le maniere (Supercross, National e MXGP) solo in un caso il promoter riconosce alla performance un corrispettivo in denaro.
Dal 3 gennaio al 14 febbraio si sono corse sette prove di Supercross. A vincere le finali sono stati per due volte Dungey (Anaheim#3 e Arlington), Roczen (Anaheim #1-2), Canard (Oakland e San Diego) ed una volta Tomac (Phoenix).
Il pilota che ha capitalizzato i maggiori guadagni attraverso i premi gara di Feld Motorsport è stato Ryan Dungey che ha messo in banca 47.750 dollari. Roczen con 47.505 USD è poco lontano, Canard (41.040) ha il terzo montepremi. Vincere un main event vale 12.000 dollari, chiudere secondo 6.000, terzo 4.250 e così via… Il titolo SX 450 dà diritto al premio in denaro di 100mila dollari. Il ventesimo in campionato prende un assegno da 9.000 dollari. Il paragone con quanto avviene nel Campionato del Mondo stride. Ma anche il National USA non regge il confronto con il Supercross.
Se ai premi del promoter si sommano quelli della Casa per cui si corre, le cifre raddoppiano.
Conti alla mano, se Dungey, Roczen e Canard continueranno di questo passo arriveranno a fine campionato con 90/100 mila dollari incassati nei main event. Chi tra i tre vincerà il titolo sommerà altri 100mila dollari del premio finale. Poi c’è la scala premi di KTM, Suzuki, Honda e così via.
Per ogni vittoria nella top class il costruttore riconosce circa 15.000 dollari. Con quattro/cinque gare vinte, altrettanti podi ed una costante presenza nella top five si possono fare 100mila dollari abbondanti. Anche in questo caso c’è poi il premio per il titolo: 100mila…
EPILOGO. SENZA CONSIDERARE L’INGAGGIO E GLI SPONSOR PERSONALI, IL TITOLO SX450 VALE MEZZO MILIONE DI DOLLARI SOLO IN PREMI GARA. NON SIAMO DEGNI DI NOTA PER LA RIVISTA FORBES.
TANT’E’… E VISTA L’ARIA CHE TIRA…
Edoardo Pacini
direttore responsabile
LA COPERTINA DI QUESTO NUMERO
è dedicata al Supercross, e più specificamente a Dungey e Roczen, due dei candidati al titolo. Ad Atlanta a vincere è stato però Chad Reed che, con il successo nel primo dei due round del Georgia Dome, ha centrato un altro storico record: l’australiano è il solo pilota nella storia ad aver vinto almeno un Supercross in undici stagioni.














