Uno due e TRE! Insomma alla vecchia maniera per Short. Andrew ha infilato una serie di holeshot degna di nota e forse questo è il suo segreto. L’attenta regia di Fox ha ben evidenziato con quale marcia Short effettua la partenza, la TERZA. Esattamente come era consuetudine con le potentissime 500 2T. In fondo al rettilineo, assecondato dal motorone della sua KTM, sembrava lanciato da un cannone! Passiamo oltre anche perche l’azione del pilota KTM si è esaurita nell’arco di pochi giri. Indianapolis un tracciato bello tosto con sezioni ritmiche importanti dove i migliori hanno fatto la differenza. Tanti canali e tanti spigoli che hanno costretto i piloti ad un livello di attenzione elevato visto che il minimo errore poteva costare caro.
Stavolta non si parte dal dominatore della scena, apertura per il più veloce in pista, Trey Canard. Non ha staccato il miglior crono (Baggett in 51.147 ndr) ma ha sicuramente martellato per tutta la finale con un tempo medio veramente eccellente. Anche considerando che Trey aveva combinato il solito casino in partenza. Al primo passaggio è solo 11° grazie al regalo ricevuto da Seely che, derapando in partenza, lo ha costretto a chiudere il gas. La progressione dell’ufficiale Honda veramente uno spettacolo. Ha spinto come un forsennato osando oltre il lecito. E questo è l’unico aspetto che mi ha inquietato. Forte di una integrità fisica che dura da BEN qualche mese, Trey ha (ri)cominciato ad osare troppo. A Indy ha giocato una serie di jolly da far impallidire Travis Pastrana. In partenza, con Seely che gli porta via la ruota davanti, al 5° passaggio sul sorpasso aereo su Peick, nelle sezioni ritmiche replicando ogni giro combinazioni estreme sempre volte a chiudere verso l’esterno il pilota di turno da sorpassare. Ultimo, un front wheeling in staccata che lo ha riportato a miti consigli. Escludendo il lato masochista, Trey ha dato spettacolo e mostrato il suo miglior repertorio tecnico. Peccato che finche continuerà a staccare dal cancello dopo la musica, servirà a ben poco. Intanto Dungey allunga di ulteriori 5 punti in classifica e ringrazia. Per lui? SUICIDE!!
A volte è bene fare pubblica ammenda, solo gli stupidi non cambiano idea. Non ero convinto, ero certo che dopo la mossa di cui sopra, la carriera di Ryan Dungey potesse solo veleggiare verso la parte inferiore dell’onda sinusoidale. I fatti non mi hanno smentito, hanno demolito le mie certezze. Ryan non mi ha (aveva) mai convinto fino in fondo. Bel pilota, più di qualche titolo, ma sempre quell’ombra del ‘vincente per caso’. Adesso le parole stanno a zero! Fino ad oggi non ha solo vinto, ha letteralmente dominato il primo campionato dell’era post Ryan Villopoto. Ha disintegrato uno dopo l’altro quelli che dovevano essere i suoi avversari. Altro da dire? Anche no! Potrei raccontare di come ha gestito Tomac che gli si è incollato al culo da doppiato per 7 giri fino al traguardo, oppure di come abbia alzato a suo piacimento il ritmo nei momenti in cui ha ritenuto di allungare (consiglio sempre vivamente una veloce lettura dei LAP CHART (LINK) che carichiamo ad ogni fine gara) ma onestamente sarebbe solo inutile. In questo momento, in questo campionato, ora; Dungey, De Coster, Aldon Baker ed il Team Red Bull KTM hanno creato un alchimia perfetta. Avete presente quella sensazione da ‘giornataperfetta‘ che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita in sella ad una moto da cross? Recuperata la sensazione? Ecco esattamente quella, non serve altro per spiegare il momentum di Ryan. Un termine per lui? REVENGE!
Era nell’aria da tempo ed alla fine è arrivata anche la serata per lo sparring partner del Team ufficiale Honda. Si sparring partner, brutto da scrivere ma è esattamente quello che è. Peccato che a Indy Cole Seely abbia fatto meglio della punta del diamante di casa Honda. Interessante la dichiarazione che ha rilasciato a fine gara. ‘Per qualche secondo ho pensato che avrei potuto prendere anche Ryan (Dungey) ma poi ho ragionato ed ho preferito un ottimo secondo posto ad una improbabile vittoria’ Il ragazzo ha del cervello nel casco e questa qualità potrebbe portarlo velocemente e stabilmente nella top five dei prossimi anni. Il cameo della sua ottima serata, il passaggio all’esterno su Andrew Short nelle primissime fasi della gara. Da brividi 😉
Un passaggio veloce con qualche conferma positiva e qualche conferma negativa. Weston Peick e Davi Millsaps, in due sei metri cubi sopra una moto da cross! Il primo sta incominciando ad allenarsi con più continuità visto che il ginocchio è leggeremente più stabile. Il risultato si è visto ad Indy anche se negli ultimi giri, quando è andato in apnea, ha alzato vertiginosamente il tempo sul giro. Ragionamento speculare per Davi che ha il merito di aver riportato per qualche secondo una verdona sotto l’occhio della splendida regia di Fox Sports. Ufficialmente nessuna spiegazione è mai stata diffusa su cosa ha afflitto il roccioso pilota Kawasaki negli ultimi mesi. Lentamente si sta riprendendo e conseguentemente si sta riaffacciando nella parte alta della classifica.
Ultimi passaggio per Eli Tomac ed Chad Reed. Potrei fare il copia incolla di quello che ho già descritto nelle scorse settimane. Skippy parte nel gruppo e si sdraia a terra nel primo giro dopo aver toccato la ruota del suo ‘dipendente’ Josh Grant. Conseguente rimonta che lo porta alla nona posizione finale. A prescindere dalla caduta, i tempi del pilota australiano non hanno certo entusiasmato a Indy. Anche senza nessun problema non avrebbe potuto aspirare alle primissime posizioni. Per Eli solito discorso… fa godere immensamente osservarlo mentre percorre, a velocita elevatissima, gli appoggi in piedi sulle pedane. Ma ancora non gli è ben chiaro il limite tra il possibile ed il miracolo. Atterrare al secondo giro sopra una pressa al lato della pista equivale a buttare nel cesso tutta la gara solo per non essere stato capace di attendere qualche secondo. Inutile, quanto bello, vederlo ‘danzare’ con una tecnica perfetta insieme a Dungey nei sette giri finali. Peccato, soprattutto perche uno era lanciato verso la consacrazione (Dungey) e l’altro ero solo uno dei tanti doppiati in pista…
Ci sentiamo dopo Detroit.
Tra sette giorni repliche & eventuali.
F@b
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(Image Feld-FOX, SupercrossLIVE, Flyracing.com, profile T.Canard, C.Reed, R.Dungey, C.Seely, R.Dungey, )



















