Bella, bellissima la MXGP, prevedibile e fin troppo scontata la classe cadetta.
Il rivale di Herlings non guida una moto. Non c’è infatti pilota che possa reggere il confronto con il Campione della KTM. A fermare l’olandese può essere solo un episodio sfortunato, una circostanza sfavorevole. Intanto, lui a suon di doppiette insegue un record: vincere tutte le manche di questo Mondiale.
FEBVRE E GAJSER
ASPETTANDO TONY
Quello che Eurosport e l’alta definizione di Mediaset Premium stanno trasmettendo rappresenta uno spot di valore assoluto che alla lunga potrebbe accendere e contaminare la passione di chi del cross mondiale nemmeno conosceva l’esistenza. Ho visto tracciati poco “telegenici”, altri meglio articolati e per questo capaci di garantire un balzo mediatico rilevante. La pista migliore? Ad oggi dico Argentina senza ombra di dubbio.
Dentro le piste, però, ci sono loro, i piloti. E tra questi mi fermo sui due ragazzi che stanno ridisegnando il volto della top class. Cairoli là davanti manca un po’ a tutti, ma l’arrivo di Gajser e la conferma di Febvre hanno animato una classe, la MXGP ovviamente, che per tanto tempo è stata troppo prevedibile.
Il francese della Yamaha ha cancellato a suon di prestazioni lo scetticismo di chi pensava a lui come il Campione di “opportunismo”.
Il pilota di Gariboldi sta mostrando al mondo intero che in sella alla quattroemezzo vale molto di più che sulla piccola 250, moto che pochi mesi fa lo ha consacrato Campione del Mondo.
Antonio Cairoli non è al momento giudicabile. Preciso: non è per me giudicabile perché solo in qualche scorcio di gara si è rivisto nella sua grandezza.
Quel che condiziona il miglior talento degli ultimi dieci anni non è noto. E se un po’ conosco la squadra diretta da Claudio De Carli, difficilmente sapremo mai cosa in realtà ha limitato l’otto volte iridato nel primo terzo di stagione.
C’è un dato di fatto preoccupante che va al di là di semplicistiche considerazioni o luoghi comuni. Da Maggiora 2015 (14 giugno) in poi, tra infortuni e convalescenze il siciliano non ha potuto stare in moto con continuità per allenarsi come avrebbe dovuto. Con l’aggravante che la concorrenza con cui si misura oggi non è più quella dei prevedibili Desalle, Strijbos e Paulin.
Oggettivamente Febvre e Gajser hanno portato qualcosa di nuovo: soprattutto se si considera quanto verso l’alto i due hanno spostato la soglia di rischio. Ergo, le difficoltà di Tony crescono.
Qatar, Tailandia, Argentina e Messico. Si è stati parecchio in giro per il mondo, come a dire che il calendario ha complicato ulteriormente le cose a chi come Cairoli è da mesi alla ricerca dell’ottimale condizione.
Perché è ormai chiaro che solo il miglior Tonino può giocarsela con quei due.
Tra voli aerei overseas e trasferimenti ad essi collegati, il tempo per trovare la condizione stando in sella è stato pochino.
Per questo sono convinto che le cose andranno meglio per il Campione della KTM quando il circus stazionerà quasi stabilmente nel Vecchio Continente. Cairoli resta in corsa per questo titolo.
Un solo Gran Premio dei primi cinque a calendario si è corso in Europa. E proprio l’ottima prestazione di Valkenswaard ha convinto i vertici HRC (per esteso Honda Racing Corporation) a pensare a Michele Cervellin.
Il nostro uomo di copertina è entrato in orbita Honda. E lo ha fatto passando per la porta principale. Non conosciamo i dettagli dell’accordo ma, per quanto ci è dato sapere, HRC avrebbe un’opzione sul futuro del giovane talento italiano. Non so se quello tra le parti sia un contratto vincolante. Ma resta il fatto che Cervellin sta sotto l’ala… protettiva di Honda.
Oggi come non mai facciamo il tifo per Michele.
Edoardo Pacini
direttore responsabile










