LA VOCE DELLA FMI
Federmoto replica e puntualizza relativamente al tema sicurezza affrontato da Martino Bianchi su MOTOCROSS di giugno
Il tema sicurezza nel Motocross è tornato tristemente di cronaca a seguito del drammatico incidente di Cavallara dove purtroppo ha perso la vita Raffaele Mazzola. Sui media nazionali e sui social l’inevitabile dibattito che ne è scaturito offre l’occasione per spiegare davvero quali sono le azioni, gli interventi e le finalità che la FMI da tempo ha messo in campo proprio in nome della sicurezza. L’occasione di confronto con un esperto del settore come Martino Bianchi, ci offre quindi la possibilità per fare il punto e sottolineare informazioni che purtroppo non trovano quasi mai spazio, ma che sono fondamentali per tutti gli appassionati. Le osservazioni di Martino Bianchi sono condivisibili anche se è giusto sottolineare che dall’episodio da lui raccontato circa il suo debutto, sono passate diverse decine di anni, e che le cose sono profondamente migliorate. Da allora effettivamente anche le prestazioni dei mezzi sono cresciute in maniera esponenziale, aumentando di conseguenza il fattore rischio.
La FMI è sempre stata sensibile al tema sicurezza e in tempi non sospetti, è stata la prima ad obbligare l’uso del paraschiena (in aggiunta alle altre protezioni) ed ora, anche a seguito del tavolo tecnico specifico svolto a Milano il 23 aprile, si appresta a implementarle, di concerto con FIM, per la stagione 2020. Nelle ultime due stagioni l’azione concreta è stata intensificata mediante l’istituzione della Commissione Sicurezza che lavora di concerto anche con il Comitato Impianti con l’intento di elevare gli standard dei circuiti omologati dalla FMI ed applicare procedure di sicurezza attiva e passiva dei praticanti. Ogni anno sono ispezionati ed omologati ad inizio stagione circa 240 impianti dagli ispettori del Comitato Impianti, al fine di verificarne efficienza e sicurezza. Le statistiche (raccolte dalla FMI dal 2017), ci dicono chiaramente che la maggiore incidentalità si registra durante le sedute di allenamento e non solo perché le giornate di allenamento, il loro numero, ed il tempo dedicato, è ovviamente superiore a quello delle gare vere e proprie. Inoltre, sempre le statistiche ci indicano che dobbiamo porre maggiore attenzione verso i più piccoli e, probabilmente, i meno esperti.
Per questo motivo, quest’anno è stata istituita e già avviata la formazione di una nuova figura che sarà il Responsabile di Pista (al momento ne sono già stati formati tantissimi – oltre 120 – e le giornate di formazione continueranno per tutto il 2019). Egli dovrà supervisionare gli allenamenti informando anche l’utenza sul comportamento corretto da tenere in pista, sulle protezioni, sulle condizioni della pista ecc. ecc. Inoltre già da anni, in ogni gara, è divenuto obbligatorio per i piloti partecipare al Briefing tenuto dal DDG dove i temi riguardanti la sicurezza sono l’elemento principale. A seguito del predetto tavolo tecnico sulle protezioni sono stati anche programmati degli incontri con i produttori di protezioni, da svolgersi durante alcune manifestazioni, in modo che gli addetti per possano spiegare ai piloti le caratteristiche delle protezioni e la loro efficacia in caso di caduta. Per il futuro è programmato un corso on line per chi richiederà la licenza durante il quale verranno approfonditi i temi di sicurezza, i comportamenti da seguire, le bandiere di segnalazione e le regole che devono essere sempre rispettate.
Corsi di formazione sono stati intensificati per i Direttori di gara e tutti i commissari di percorso che inoltre sono già tenuti ad indossare un abbigliamento protettivo. In ogni manifestazione è prevista la presenza di un Medico di gara per la scelta del quale è obbligatorio attingere da un elenco di oltre 320 Medici. Medici che hanno partecipato ad un apposito corso formativo tenuto dalla Commissione Medica della FMI negli ultimi due anni e che rappresentano una ulteriore garanzia nella corretta gestione dell’emergenza Infine, l’implementazione dello studio dell’incidentalità attualmente in corso, con la collaborazione dei rapporti dei Direttori di Gara, ci aiuterà ad avere elementi idonei per intervenire più puntualmente programmando un adeguamento ed innalzamento degli standard di sicurezza anche degli impianti adeguandoli al contesto attuale. Non potremo azzerare i rischi; ne siamo convinti e devono convincersene tutti, ma lavoriamo continuamente e concretamente per aumentare le condizioni di sicurezza; non solo con quanto descritto sopra, ma anche creando una cultura della sicurezza che parte dal rispetto delle regole e della formazione. Praticare il Motocross nelle migliori condizioni di sicurezza è fattore imprescindibile per lo sviluppo del Cross e di tutte le altre specialità. Con il contributo e la disponibilità di tutti siamo certi di continuare a migliorare.
Ufficio Stampa FMI
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