Mattia
di Fabio de Lorenzo
Il primo pensiero che ho avuto su di lui quando si è affacciato tra i grandi? Non positivo… Ero sulla pista che per me rappresenta casa, Ponte a Egola. Dovevo provare alcune ottiche e per un caso fortuito ho trovato Mattia intento a collezionare giri. All’epoca era ancora sospeso tra i ragazzini promettenti del minicross e quelli che avrebbero tentato il gran passo. Credo che, come in nessun altro posto al mondo, del circuito Santa Barbara conosco ogni singola buca visto che ci ho disputato decine di gare ed assistito a tutti gli eventi più importanti. Ho sempre avuto una predilezione per i campionati italiani minicross e quindi avevo già avuto modo di osservare a lungo Guadagnini dal bordo pista. Nonostante le grandi aspettative di tutto l’ambiente sul ragazzo, quel giorno proprio non mi convinceva. Lo inquadravo nei miei classici spot e tutte le volte non trovavo niente di eccezionale al tal punto che, quasi per cercare conferma alle mie sensazioni, telefonai ad un noto preparatore che lo conosceva fin da bambino. La conversazione durò pochi secondi e, nonostante le sue rassicurazioni sulle qualità del ragazzo, io rimasi sostanzialmente convinto di quanto mi aveva raccontato la pista ed il cronometro. Ovviamente mi sbagliavo e solo con il tempo e l’attenzione ho potuto constatare quanto per Mattia era diverso l’approccio all’allenamento rispetto a quanto era capace di mostrare una volta caduto il cancello. Negli anni a seguire non ha sbagliato quasi niente e durante i nostri incontri mi ha sempre piacevolmente stupito per l’educazione e la maturità che difficilmente ho riscontrato in ragazzi della sua età. Qualche volta, dopo le prestazioni più belle, gli ho fatto i complimenti; nei momenti più difficili ho semplicemente evitato di sollecitare un commento inutile che lui, come al solito, mi avrebbe educatamente concesso. Adesso, dopo un anno buono ma non ottimo, si appresta a debuttare nella massima categoria della quarto di litro. La squadra in cui è approdato è semplicemente la prima scelta sotto ogni prospettiva; niente è lasciato al caso ed i risultati si costruiscono un giorno dietro l’altro con l’applicazione di dogmi che hanno consacrato Tony Cairoli nell’olimpo delle leggende.
A fronte di cotanto splendore mi hanno lasciato leggermente sorpreso le prime apparizioni di Mattia. Sempre velocissimo, sempre protagonista ma estremamente vicino al limite invalicabile degli errori che possono costare caro. Nonostante avessi un desiderio feroce di prendere il telefono in mano, ho cercato di rispettare la giovanissima età del ragazzo nel momento in cui tutto l’ambiente lo osservava e non aveva subito colpito il bersaglio grosso. Forse l’eccessiva pressione derivante dalle aspettative che solo lui si era creato, forse le performances di un pilota in sella alla moto della sua vecchia squadra, forse la severità di un mezzo velocissimo, hanno rallentato il suo percorso. E proprio in questi frangenti si è scorta l’abissale differenza tra un team granitico ed il resto della compagine. Compreso il problema di Mattia, la squadra lo ha messo sotto una bolla di vetro fornendogli così il tempo per compiere l’ultimo auspicabile piccolo progresso. Adesso, a poche settimane dal vero debutto, sono convinto che Mattia capitalizzerà tutto l’impegno che lui, la sua famiglia e la sua squadra hanno profuso fino ad oggi, facendo sventolare spesso il nostro tricolore!
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