Tornare ai fondamentali
di Fabio de Lorenzo
Scorro le chat e distrattamente apro la conversazione con Edoardo (il Direttore); a didascalia della foto in alto, questa affermazione: “Proprio non riesco a liberarmi!”
Forse non è palese ma lavorare durante un GP, non è esattamente riposante. A distanza di una sola settimana dall’intenso week end di Maggiora sono tornato ancora una volta in pista e stavolta per puro godimento personale. Dove? A casa mia, ovvero a Ponte a Egola, per uno degli appuntamenti più sentiti in Toscana, il campionato regionale. Quando il calendario lo consente cerco di essere presente agli eventi della mia regione perché tornare a respirare l’ambiente nel quale ho trascorso tantissimi anni, mi riporta con i piedi per terra e soprattutto mi fa apprezzare quanto sono fortunato ad essere ancora ammaliato dallo sport più bello del mondo. Così, carico come un mulo e con la solita temperatura estrema delle ultime settimane, mi sono ritrovato a scalare il salitone del Santa Barbara. In attesa della prima manche ho avuto il tempo di osservare lo staff del motoclub Pellicorse intento nella manutenzione del tracciato e inevitabilmente ho notato con quanta cura viene accudito il fondo. Nonostante la caratura territoriale dell’evento, la preparazione del tracciato rasenta quasi la perfezione. Fresato e irrigato quanto basta per un grip eccellente e nessuna ombra di polvere. Il parallelo rispetto alle condizioni con le quali noi degli anni 90 scendevamo in pista, è stato inevitabile…
Nelle pause mi sono “perso” nel paddock e visto che il mio tempo non era dettato dall’impietoso timetable degli eventi titolati, ho avuto la possibilità di osservare i ragazzi che di lì a poco avrebbero corso. Ogni anno che passa aumenta l’organizzazione e la professionalità di tutti i piloti, compreso quelli delle categorie amatoriali; le moto sono molte curate, quasi niente è lasciato al caso ed è molto improbabile trovare una moto con più di un paio di anni di attività sulle spalle. Forse, ma magari non sono obiettivo visto la poca frequentazione del circus regionale, l’esteriorità ha un valore molto alto rispetto alla prestazione pura.
Quello che certamente non cambierà mai è la passione che da sempre accomuna chi fa vivere questo sport. Un propellente naturale che da spiegazione a motivazioni altrimenti illogiche e che alimenta dal basso tutto il nostro settore. Senza l’attività incessante dei motoclub e dei piloti che partecipano a questi campionati, non ci sarebbe la selezione che ogni anno sforna i nuovi mini piloti sui quali scommettere nel futuro. A fine giornata, felice dopo aver salutato tanti amici, mi sono ritrovato a sorridere pensando a come molti anni fa un illuminato ex Presidente del Pellicorse, ha dato una possibilità ad un giovanissimo praticante del suo motoclub, investendo denaro e credibilità sul sogno di questo ragazzo. Sapete chi sto parlando? Il nome è Giuseppe Luongo ma questa è un’altra storia che troverete sullo speciale numero di agosto.




















