di Edoardo Pacini
Oss, gara-1 MXGP. C’è il rettilineo di partenza, la prima curva a sinistra a scendere, la successiva destra in conduzione poi si comincia a salire. Il launch control della KTM di Herlings non si sgancia dopo il via. La forcella resta parzialmente chiusa e l’olandese affronta i primi metri dopo con una certa prudenza. Salta, ma salta poco tra le waves. Il gruppo è ancora compatto e da dietro Monticelli non può sapere che ad Herlings manca velocità. Se lo ritrova in traiettoria e atterrando colpisce violentemente la spalla sinistra del quattro volte iridato con la ruota anteriore della sua Kawa.
Nel tempo di un amen, ecco l’ennesima frittata.
Herlings capisce subito che il danno è fatto. Lo segnala un giro sì… e l’altro pure ai ragazzi in pit lane. Ma stringe i denti, lotta, rimonta e vince: in maniera epica, eroica, colmando il deficit fisico con una qualità straordinaria. (Un inciso: riguardate il modo di interpretare il tracciato del pilota KTM e quello di Febvre. Bravi entrambi. Ma seguite il consiglio per scoprire che sulla sabbia ci devi nascere…).
“Vale ho rotto la spalla”.
Vale è Valentina Ragni, l’Angela Cullen di Lewis Hamilton…
“Sono sicuro, ho rotto la spalla”.
Vale minimizza mentre asciuga il volto del Campione dopo l’arrivo. Il primo esame strumentale fatto sul campo evidenzia una lievissima infrazione alla scapola. Lieve, lievissima ma, meglio rinunciare a gara-2. Lunedì mattina si corre dal dottor Carl Claes, sì, sempre lui. La diagnosi è una sentenza: frattura della scapola sinistra. Tempi di recupero? E chi può dirlo. Herlings salta con certezza Loket e presumo Lommel sette giorni dopo. Il mondiale è pesantemente compromesso. Ricordo Coppins e quel titolo regalato a Ramon nel 2007. Per una scapola che aveva fatto crack.
C’è chi sostiene la sfortuna non esista. Forse meglio dire che in alcuni casi ci può essere una spiegazione razionale mentre in altri è solo una questione di punti di vista. Riguardo al Campione olandese credo si possa tranquillamente parlare di sfiga scientifica. Ho visto Herlings infortunarsi in tutti i modi: in allenamento, in gara, dentro al warm-up lap di un Gp (Kegums nella fattispecie). Ma questa volta è andato oltre.
Pit Beirer lunedì a Mattighofen… “Cosa possiamo dire a quel ragazzo…”.
(Image KTM)












