Vialle Interview
di Edoardo Pacini
MOTOCROSS di marzo racconta Tom Vialle. Lo abbiamo raggiunto a Benicassim, nel sud ovest della Spagna, dove ha passato buona parte dell’ultimo inverno ad allenarsi. L’ex campione del mondo della MX2 è un ragazzo a modo, disponibile, e sorprende per la sua maturità. Ha risposto in maniera esaustiva ad ogni mia domanda. Di lui ho scoperto una razionalità ed un ordine mentale che non sono tipici di un ventunenne.
A proposito del suo accordo con KTM…
“Il contratto prevede un altro anno in 250 e poi tre in 450. È un accordo ideale per me, perché spostarmi in 450 prima sarebbe stato molto difficile, sia per la conoscenza della moto, sia per il livello attuale dei piloti. Stare davanti una gara potrebbe anche essere fattibile, ma rimanere costante per venti Gran Premi con uomini con Herlings, Gajser e Febvre è dura. Prado, ha velocità e talento ma comunque non sempre è rimasto attaccato a loro. Serve tempo. Per questo il contratto è di tre anni in MXGP: è un progetto a lungo termine”.
Vialle a proposito del sogno americano…
“Me lo sono chiesto, i primi tempi in KTM ci ho pensato, ma oggi il motocross è a un livello altissimo qui: l’unico motivo per correre in USA sarebbe il supercross. Al momento non c’è l’intenzione, voglio competere con i più forti qui e sto bene in Europa”.
La prima gara di stagione si è corsa sul terreno duro di Matterley Basin, la seconda sul sabbioso fondo di Mantova. Ho voluto capire come cambia la moto passando da una pista all’altra
“Ovviamente passando da sabbia a duro, qualcosa deve essere cambiato. Si sfila la forcella, e si lavora su due o tre click. Ma forcelle e ammortizzatori sono gli stessi. Se il terreno è molto sabbioso si cambiano i rapporti finali”.
Mattia Guadagnini mi ha spiegato che la moto factory non è apprezzabile da tutti…
“È vero. Le sospensioni e le forcelle sono dure, fatte per andare forte, quindi se la usasse un amatore non si divertirebbe, direbbe che è pessima! Devi sfruttarne le potenzialità, ma per farlo devi sapere andare davvero forte. Ad esempio, entrando nelle buche piano, la moto sembra ancora più rigida, mentre ad alta velocità è completamente diversa”.
MOTOCROSS marzo, l’intervista completa.
(Image KTM)












