di Fabio de Lorenzo
Mantova, seconda prova del campionato del mondo 2022; questi i numeri: venticinque e ventotto piloti al via rispettivamente nella classe MX2 e MXGP. In questi “nutriti” gruppi, almeno cinque ragazzi per categoria erano ampiamente da considerare al livello di una wild card. Pubblico assente o quasi, nonostante i prezzi decisamente più abbordabili applicati lo scorso week end. Sabato nessuno, perché una manciata di persone sugli spalti sono le presenze fisiologiche indotte dalle numerose (leggasi troppe) categorie presenti, la domenica forse 3/4000 presenze.
Nel paddock l’apoteosi…Lo spettatore paga dazio per accedere ed ammirare il mondo dorato dei Team ufficiali e la magnificenza di una moto factory ed invece si ritrova con sigillate ed imperscrutabili tende oppure con meravigliose scatole di cristallo che hanno avuto il pregio di alzare ancora il livello di accoglienza delle hospitality ed allontanare e rendere asettico il contatto con chi ha pagato il biglietto per immergersi nel nostro mondo. Gare belle? Forse. Decisamente più corretto ringraziare qualche ragazzo che, indipendentemente dalla situazione, ha infiammato il (poco) pubblico con prestazioni emozionanti. Non ho la pretesa di comprendere le scelte di chi gestisce e soprattutto di chi dovrebbe controllare dall’alto, il mondialcross ma credo che ci stiamo avvicinando ad una china pericolosa. Io da sempre fautore delle scelte del promoter, adesso sono in forte imbarazzo per quanto ho visto nelle ultime due settimane e soprattutto per quanto ho raccolto in chiacchere private tra chi vive di questo sport. Esprimo una opinione personale, credo però condivisa da molti, quando asserisco che il sistema si sta avvitando su sé stesso. Adesso, sfruttando la ricchezza di luoghi dove svolgere un Gran Premio si traduce in assegni con molti zeri, è il momento di reinvestire nel sistema. Non sta a me suggerire come ma senza l’apporto di denaro, la situazione sopradescritta è destinata inevitabilmente a collassare. La prova generale di quanto ho asserito, tra poco più di dieci giorni quando in Argentina saranno presenti per categoria, una dozzina di piloti del mondiale ed una moltitudine di sparring partner locali buoni solo come riferimento alle staccate. Giusto per citare qualche nome che veniva sussurrato al Tazio Nuvolari, Fantic, Beta e molti altri non saranno presenti a Villa La Angostura. Immaginatevi se Team ufficiali rinunceranno come potranno organizzarsi le squadre di seconda fascia…
Quello che stupisce è la mancanza di coesione tra i primattori di questo sport. Dividi et impera, così recitava la locuzione latina utilizzata per indicare il migliore espediente di qualsiasi autorità per controllare e governare un popolo. Piloti che guadagnano moltissimo, ovviamente le teste di serie, ed il resto del mondo che paga per correre. E chi resta al palo non è molto contento:
Per onestà intellettuale è corretto ricordare che siamo all’anno zero dopo due stagioni fortemente influenzate dai recenti fatti e che la guerra in corso non ha certo aiutato il circolo economico. Però altrettanto onestamente devo evidenziare quanto questa situazione mi abbia riportato alla memoria cosa successe negli anni della gestione FIM e Dorna. E non sono ricordi belli, ma queste sono solo sensazioni personali che spero siano smentite da un campionato bello e soprattutto da un incremento vertiginoso dei partecipanti.
(Image MXGP, profile J.Van Horebeek)
















