A proposito di Russia
di Martino Bianchi
Purtroppo si parla tanto di Russia in questi giorni e la mia mente va indietro nel tempo ricordando alcuni eventi che mi fecero entrare in contatto prima con personaggi dell’Unione Sovietica e poi con la nuova Russia. I primi approcci con piloti della CCCP li ebbi con Yuri Kudiakov ( nella foto con Franco Perfini) che nel 1982 colse un brillante ottavo posto nel campionato del mondo della classe 125 . Yuri arrivava dalla lontana Siberia, parlava poco. Longilineo e fisicamente molto dotato, una carriera in sella alla CZ e poi l’occasione con la Cagiva nell ‘82 con la 125 , nell’83 , visto la sua stazza, con la 500 WMX. Poi dopo i racconti del Dario Agrati in una sua memorabile trasferta nell’allora Stalingrado nel mondiale 250 ‘81, mi convinsero a partecipare come inviato per Motocross a una tappa del mondiale cross 125 sempre a Stalingrado nell’83, dove Rinaldi vinse e di cui raccontai alcuni aneddoti in un flashback dello scorso anno, con il famoso primo sciopero crossistico in terra comunista.

Più recentemente, si fa per dire, e mi riferisco alla fine del 1995 fui coinvolto da Claudio Castiglioni in una sponsorizzazione molto interessante per quei tempi, ma che purtroppo durò solo una stagione di gare. Il presidente tramite il suo amico e fotografo Monty Shadow, purtroppo deceduto di Covid lo scorso Dicembre, entrò in contatto con i russi della Vodka Kremlyovkaya. Monty aveva tanti amici nella F1, nella moda e nell’ambiente del cinema. Fu tramite lui che le moto Cagiva, Ducati e in seguito MV fecero delle apparizioni in film diventati famosi come alcune serie di 007 , di Mission Impossibile e in altre pellicole a cavallo degli anni ‘90/2000. Fu proprio tramite Monty Shadow che Claudio conobbe Ayrton Senna così come la modella Carol Alt che posò per la pubblicità del primo scooter Cagiva.

Così a un paio di mesi dalla partenza della Granada- Dakar 1996 ci fu l’accordo con i Russi. Il team era composto da Davide Trolli, Cyril Esquirol e il russo Alexandre Nifontov, un pilota privato trasformato in pilota ufficiale per necessità…… di sponsor. Ricordo che Trolli mi raccontò di un pranzo in riva al lago dall’Annetta , spesso teatro di accordi importanti o di firme di contratti con piloti di velocità e di motocross della Casa Varesina, dove Roberto Azzalin, malgrado le insistenze del Presidente Castiglioni si rifiutava di prendere un pilota sconosciuto come Nifontov come suo ufficiale. Proprio lui che arrivava da due Dakar vinte con Edi Orioli, una terza moto per il russo ….proprio non se ne parla! Castiglioni riuscì a convincere Roberto, facendogli capire che si trattava di soldoni…. e l’accordo con i russi della Vodka del Kremlino si concluse.
Credo ci fossero personaggi importanti dietro a quel marchio di cui non conosco più l’esistenza e che fu una meteora anche per il gruppo varesino. Infatti dopo presentazioni stampa fantasmagoriche ed estremamente costose in cui fui coinvolto come PR del Gruppo , ( tra cui una lussuosa cena prima della partenza della Dakar e un’altra a Villa D’Este, dove debuttava una giovanissima Simona Ventura come presentatrice , per il lancio del Team di Superbike anch’esso brandizzato con i colori della Vodka russa), il matrimonio non fu tra i più fortunati. Per il team Cagiva quella del ‘96 fu una delle Dakar più sfortunate, con Trolli tagliato fuori dalla vittoria a tre tappe dal termine per la rottura del motore, malgrado due vittorie di speciale , così come i suoi due compagni di squadra. Anche per il Team Superbike Ducati Kremlyovkaya non andò tanto bene la stagione con Kocinski solo terzo in un mondiale vinto da Troy Corser anch’egli su Ducati ma con il team Power Horse. Anche dal punto di vista contrattuale l’unione con il marchio russo non si chiuse bene, o almeno in parte. A me è rimasto un set di bicchierini di vodka. La vodka finita da un pezzo…..;-)).
















