
ALL-IN: INTERVISTA A BRIAN DEEGAN
Di Eric Johnson
Brian Deegan si lascia andare nel racconto di una passione di famiglia…
“Molte persone dicono: ”Oh, i Deegan sono la famiglia americana delle corse”. E’ vero, tutta la famiglia gareggia e tutti noi ruotiamo intorno a questo, ma è bello vedere che Hailie, Haiden e Hudson hanno tutti un amore e una passione non solo per lo sport e non solo per le corse, ma anche per il lavoro duro e per il raggiungere i propri obiettivi”.

Ha sfrecciato con la sua Suzuki del Team Moto XXX sul traguardo subito dopo aver vinto la prova del Los Angeles Coliseum dell’AMA 125cc West Region Supercross Series 1997. Nel corso della sua carriera, il pilota del Nebraska, ha conquistato 16 medaglie agli X Games in varie discipline motoristiche, di cui 12 nel motocross freestyle e altre quattro nelle gare di rally. Si tratta di uno degli atleti più sfrontati e schietti che abbiano mai acceso un motore e che oggi è conosciuto per essere il padre del giovane campione americano di motocross Haiden Deegan.
“Abbiamo una casa al lago, in North Carolina, in una zona molto bella”, ha spiegato Deegan a pochi giorni dal round AMA Pro MX di Southwick, Massachusetts, al quale parteciperà insieme al figlio Haiden. “Abbiamo una barca Nautique e andiamo in barca a fare wake surf. Facciamo escursioni e abbiamo delle belle cascate vicino a casa nostra. Facciamo quasi tutto insieme come famiglia. Di solito siamo tutti insieme. Qui abbiamo una pista per moto su cui andiamo. È una pista di sabbia che usiamo per prepararci a Southwick. Non fa così caldo e riusciamo ad allenarci bene.”
Deegan ha proseguito spiegando perché la famiglia si è trasferita nel North Carolina.
“Le corse NASCAR di Hailie ci hanno riportato lì”, ha sottolineato Deegan. “È così che sci siamo trasferiti. Abbiamo venduto l’altra casa che avevamo a Mooresville. Pensavamo che la nostra base sarebbe stata lì, ma la vita ci ha messo di fronte ad una scelta. Abbiamo deciso di trasferirci, era la cosa giusta da fare”.
Una mossa che certamente mostra l’impegno assoluto della famiglia Deegan nel perseguire e tentare di raggiungere obiettivi e traguardi nel motorsport.
“Oh sì. Credo che molte persone non capiscano quanto sia impegnativo tutto questo”, ha spiegato Deegan. “Fortunatamente, per me, sono riuscito ad avere una buona carriera. Io e mia moglie Marissa abbiamo investito nelle cose giuste e preso buone decisioni dal punto di vista finanziario, il che ci ha permesso di poter seguire e sostenere i nostri figli nei loro obiettivi. È un grande impegno. Più di quanto la gente si immagina, anche perchè oltre a cercare di aiutare Haiden ed Hallie a vincere i campionati ho Hudson di cui prendermi cura. Quello che per conta davvero, non è tanto il risultato ma l’impegno messo”.

E Haiden ha fatto “all-in” fin dall’inizio…
“Era un buon pilota amatore, sapete?”, ha spiegato Deegan. “C’erano molti altri fenomeni nel mondo degli amatori che vincevano tutto eppure, tra i grandi, ora c’è Deegan. Penso che potrei scrivere un libro su come i genitori lavorano con i loro figli. Penso che ci siano molti ostacoli. C’è molto di buono e molto di cattivo, molti errori e molte cose fatte bene. C’è sicuramente un sistema.
Tornare nei paddock di motocross non era nei pensieri di papà Deegan…
“Quando facevo il freestyle, non pensavamo che i nostri figli avrebbero corso con le moto da cross”, ha aggiunto Deegan. “Quando ho smesso di correre, alla fine degli anni ’90, mi sono allontanato da questo sport. Mi è rimasto un po’ di amaro in bocca quando ho lasciato l’attività, quindi non ho mai ripreso a gareggiare. Ho lasciato che mio figlio iniziasse ad andare in moto in giovane età solo per divertimento. Non mi aspettavo di tornare nel paddock. Haiden voleva provare a correre, così lo abbiamo portato sulla pista vicino casa quando aveva sei anni. Non tornavo in pista da più di dieci anni. Da quel momento è stato tutto un crescendo fino ad ora…”.

Brian Deegan si concentra completamente sul figlio Haiden, dotato di un talento spettacolare, e sul suo viaggio nelle corse.
“Haiden ha la sua personalità e io non cerco di cambiarla o di dirgli: ‘Ehi, questo è il modo in cui dovresti vestirti e questo è quello che dovresti dire’. Devo lasciarlo libero di essere se stesso e credo che questo sia il modo giusto. Ha anche questa personalità, che alcuni amano e altri odiano. Ma alla fine parlano i risultati.”.













