Abbiamo incontrato Michele Lavetti, team manager del Monster Energy Yamaha Factory Racing nel Mondiale MXGP, per fare il punto della situazione sui tre piloti ufficiali — Maxime Renaux, Calvin Vlaanderen e Jago Geerts — e per chiarire alcune voci circolate nel paddock.
Partiamo da Maxime Renaux. A inizio stagione sembrava tutto perfetto…
Lavetti: “Sì, fino all’Argentina era tutto perfetto. Era al 100%, in forma fisicamente, e il piede operato non gli dava più dolore. In Argentina ha dimostrato il suo vero potenziale, vincendo e dominando il GP. Sabato ha vinto, poi ha fatto secondo e primo, davvero un ottimo lavoro.
Poi però, prima della gara in Spagna, si è fatto male alla mano. È caduto di mercoledì e si è operato quella sera in Belgio, gli hanno messo due piastre. Correre in quelle condizioni è complicato: il sabato ha fatto secondo dietro a Tim, ma domenica il dolore era molto forte. Da lì è iniziato un calvario, con continue difficoltà nel recupero. Lui non riesce mai a dimunuire l’allenamento, ma è stato costretto a farlo.”
Ha avuto altri infortuni?
Lavetti: “Sì, dopo quella in Spagna è caduto a Riola e in Svizzera. È sempre stato un po’ in rincorsa. Penso che questo dipenda anche dalla sua foga di voler sempre fare di più. Il suo vero avversario è se stesso, va oltre il limite. Maxime non è forse il talento più puro in senso tecnico, ma ha una grinta che pochi hanno. Questa sua forza di volontà è simile a quella che aveva Antonio (Cairoli) quando era al 100%. Antonio ha passato problemi seri ma li ha sempre affrontati con una tenacia incredibile.
Maxime è uno dei cinque piloti più forti del mondiale, non c’è dubbio. È uno che va oltre il dolore, che non molla mai. A volte però bisogna dirgli “basta”, come quando in Inghilterra non riusciva neanche a camminare ma voleva correre comunque.”
A inizio stagione si era parlato di un “telaio vecchio” sulla moto di Maxime. Confermi?
Lavetti: “No, assolutamente no. Non esiste alcun telaio vecchio. È un telaio factory, fatto su misura per Maxime in Giappone. Alla fine della scorsa stagione abbiamo fatto dei test con i tecnici giapponesi: ogni pilota ha scelto il proprio pacchetto. Maxime ha voluto un telaio particolare, più rigido ma con un certo grado di flessibilità. Calvin preferisce una moto molto rigida davanti, mentre Jago ama una moto “morbida” come un divano. È normale che in un team ufficiale ogni pilota abbia il proprio set-up personalizzato.
I piloti si allenano spesso insieme?
Lavetti: “Maxime e Calvin si allenano qualche volta insieme, anche per aiutare Calvin a migliorare la velocità avendo un punto di riferimento forte. Jago invece vive a Monaco e quindi si allena spesso lì. In estate passa più tempo con noi e si sta allenando qua in Belgio.
Passiamo a Calvin Vlaanderen: siete soddisfatti della sua stagione?
Lavetti: “Sì. All’inizio dell’anno ha faticato un po’, ma ha trovato la forza mentale giusta. È un ragazzo molto buono, forse a volte troppo, e gli dico spesso che serve più cattiveria. Negli ultimi GP è cresciuto, ha fatto podi e ottimi piazzamenti. Capisce la moto e lavora da vero professionista. Come secondo pilota sta facendo bene e ci dà stabilità.
E per quanto riguarda Jago Geerts?
Lavetti: “Jago sta pagando ancora l’infortunio pesante al gomito dello scorso anno. L’operazione è stata eccezionale, ma il movimento non è al 100% e mentalmente ha avuto un calo di convinzione. Sa essere veloce — in Spagna ha vinto il sabato — ma gli manca continuità. Le partenze non sono il suo punto forte e, con le piste moderne, partire davanti è diventato fondamentale.
In più, lui ha uno stile molto pulito, e quando le piste diventano molto rovinate e fisiche, soffre di più rispetto a piloti che si adattano anche guidando “sporco”.
Guardando al futuro: chi sarà con voi nel 2026?
Lavetti: “Ci sono tanti rumors, centinaia. Io però non ne faccio caso, dobbiamo pensare a finire la stagione al meglio. Ad oggi l’unico confermato è Maxime Renaux, che ha ancora un anno di contratto. Jago e Calvin sono in scadenza e a metà agosto sapremo cosa succederà. Non escludo cambiamenti, ma per ora la priorità è finire bene questa stagione e portare a casa più podi possibile.
Foto: Lorenzo Resta














