Red Bull KTM Factory Racing Team verso la Dakar 2026: parole, preparazione e prospettive dei tre ufficiali
Manca sempre meno alla 48ª Dakar: la Regina dei Rally andrà in scena, in Arabia Saudita, dal 3 al 17 gennaio 2026, con partenza e arrivo a Yanbu, sulla costa del Mar Rosso. Con circa 8.000 km da percorrere, inclusa una distanza record di speciali, il percorso esplorerà nuovi territori nell’ovest e nel centro del Paese, evitando per la prima volta il temuto “Empty Quarter”. I piloti affronteranno due tappe marathon senza alcuna assistenza, con una giornata di riposo a Riyadh, prevista per il 10 gennaio, come unica pausa di una gara estremamente impegnativa.
Il Red Bull KTM Factory Racing Team è pronto a difendere il titolo conquistato lo scorso anno con Daniel Sanders, il quale sarà affiancato in questa nuova stagione da Luciano Benavides ed Edgar Canet — al suo debutto nella RallyGP. In occasione di questo importante appuntamento abbiamo scambiato quattro parole con i tre piloti ufficiali.
Prima di passare alla stagione 2026, parliamo di questo 2025. Se doveste fare un bilancio, quale sarebbe?
Daniel Sanders:
«La parte più complessa nei rally, e nel correre una stagione di successo, è essere costanti. Non è mai semplice mettere insieme tanti giorni buoni e senza errori in una disciplina così complessa. Ci sono molte variabili da tenere in considerazione. Sono molto contento del mio 2025 perché sono riuscito a tenere tutto sotto controllo e a concludere con diverse gare positive. Ho iniziato con la vittoria alla Dakar e ho corso una stagione solida, dimostrando il mio vero valore.»
Luciano Benavides:
«Sono contento del mio 2025. Mi sono sentito bene sulla moto e ho avuto un buon feeling per tutto l’anno. Ho fatto dei passi avanti e sono migliorato davvero molto. Peccato per l’infortunio in Marocco: non ci voleva. Preparare una Dakar cercando di recuperare non è facile, ma farò del mio meglio. Guardando il lato positivo, tutto questo mi ha dato maggiore forza mentale: affronterò la nuova sfida con ancora più determinazione.»
Edgar Canet:
«Penso di aver fatto ciò che dovevo quest’anno. Alla Dakar ho superato le mie stesse aspettative: l’obiettivo era fare del mio meglio, non avevo ambizioni di vittoria e invece sono riuscito a impormi nella mia classe. In questa stagione ho capito su quali aspetti devo ancora migliorare e mi sono concentrato su questo per diventare un pilota migliore. Sul finale ho dimostrato di avere il passo dei migliori, quindi posso dire di essere pronto al passaggio nella classe GP.»
La Dakar è alle porte. Sono già state rese note diverse informazioni sul percorso: avete dato un’occhiata? Avete in mente una strategia?
Daniel Sanders:
«Ho dato un’occhiata ma non mi sono soffermato molto sui dettagli. Non mi piace essere troppo informato: amo le sorprese. E poi, se mi faccio un’idea e i piani cambiano, non mi fa impazzire. Sono contento che non andremo all’Empty Quarter: le dune sono bellissime, ma lì puoi vincere un giorno e perdere tutto quello che hai guadagnato il giorno dopo.»
Luciano Benavides:
«Nemmeno io mi sono informato molto. Controllo il percorso con precisione la sera prima: così mi concentro solo sulla tappa del giorno successivo e non tengo in testa informazioni che ritengo inutili. Sono anche io molto contento dell’assenza dell’Empty Quarter: come dice Daniel, così la gara resterà aperta fino alla fine.»
Edgar Canet:
«Confermo quanto hanno detto i miei compagni. Ho dato un’occhiata al percorso, ma senza focalizzarmi troppo. Ogni sera valuterò la tappa successiva e deciderò quale strategia adottare.»
Preparare una Dakar non è semplice: su cosa vi state concentrando nei vostri allenamenti?
Daniel Sanders:
«Come sempre mi sto concentrando sullo stare in moto: alterno motocross ed enduro. Con il team organizziamo simulazioni di gara per allenarmi nella navigazione. Credo sia la chiave per vincere.»
Edgar Canet:
«Il focus negli ultimi tempi è la preparazione fisica. Mi alleno intensamente in palestra, in bici, in piscina e corro molto. Non amo particolarmente la corsa: mi pesa iniziare, ma poi la trovo davvero utile.»
Luciano Benavides:
«A causa dell’infortunio la preparazione procede lentamente. Mi sto concentrando sul rimettermi in forma senza compromettere il recupero. L’obiettivo ora è fare un test, spingermi vicino ai miei limiti e capire a che punto sono. Il focus rimane comunque il recupero.»


















