
Jorge Prado, il più giovane in gara sul podio (e con meno esperienza nel SX)
Al di là del risultato e delle analisi tecniche, c’è un dato che più di altri aiuta a contestualizzare quanto visto in gara: Jorge Prado è stato il pilota più giovane in pista. Nato nel 2001, l’unico classe 2000 al via. Se Jett Lawrence, nato nel 2003, fosse stato presente il quadro sarebbe stato diverso, ma l’australiano è attualmente fuori per infortunio. La realtà è quindi questa: Prado, a 25 anni, è salito sul podio contro avversari più esperti e con un bagaglio di Supercross decisamente superiore.
Prado è negli Stati Uniti da poco più di un anno. Un periodo ancora breve se rapportato alla complessità del campionato americano, soprattutto per un pilota europeo. Il primo anno è stato particolarmente complicato: un cambio di moto che non ha funzionato, difficoltà di adattamento, infortuni e una pressione costante che ha inevitabilmente rallentato il percorso di crescita. Nonostante questo, il profilo resta quello di un pilota con un curriculum importante. A soli 25 anni, Jorge Prado ha già conquistato quattro titoli mondiali, due in MX2 (2018 e 2019) e due in MXGP (2023 e 2024). Un palmarès che, se rapportato all’età, assume un peso ancora maggiore e che racconta chiaramente il suo valore, pur non avendolo messo al riparo dalle difficoltà di una nuova sfida come il Supercross.
La scelta di tornare in KTM, rinunciando a un contratto pluriennale già firmato, è stata un passaggio delicato ma significativo. Una decisione maturata in una fase della carriera in cui molti cercano stabilità, mentre Prado ha preferito rimettersi sulla strada che sentiva più adatta al suo stile, accettando di ripartire con aspettative più basse e margini tutti da costruire.
Il podio conquistato alla prima gara non risolve tutto e non può essere considerato un punto di arrivo. Il distacco dai primi due è stato evidente e il lavoro da fare resta tanto. Tuttavia, è un tassello importante, che conferma come la direzione intrapresa sia quella giusta e che rappresenta anche una piccola rivincita dopo un periodo difficile.
La strada è ancora lunga e il campionato è appena iniziato. Ma considerando l’età, l’esperienza ancora limitata negli Stati Uniti e il contesto estremamente competitivo, questo risultato assume un significato preciso: un passo avanti concreto, un segnale positivo e, senza dubbio, un sassolino tolto dalla scarpa.

(Image KTM Media)













