
Nella notte di sabato Eli Tomac ha vinto il Main Event 450SX di Anaheim 1. Una vittoria che pesa, e non poco. Alla vigilia della stagione le domande erano tante: poteva ancora essere un pilota da vittorie e da titolo alla sua età, dopo gli infortuni? E soprattutto, sarebbe riuscito a vincere subito con una nuova moto e un nuovo team, KTM?
Dopo un solo round del Monster Energy AMA Supercross, Tomac ha dato una risposta chiara a entrambe. La stagione è lunga, ma quella di Anaheim è stata probabilmente la miglior apertura di campionato della sua carriera.
“Questa vittoria mette a tacere molte domande, sull’età e ovviamente sul cambio di team”, ha spiegato Tomac nel post gara. “Cambiare moto e squadra è probabilmente la cosa più grande che puoi fare nel nostro sport. L’abbiamo fatto”.
Secondo Tomac, un ruolo importante lo hanno avuto anche le due gare disputate come Wild Card nel FIM World Supercross Championship, senza punti in palio.
“Non lo sai mai davvero”, ha spiegato. “Non lo sai finché non scendi in pista e corri contro tutti. Abbiamo fatto due gare nel WSX, una buona e una negativa, e qualche domanda resta sempre. Poi abbiamo testato ovunque: dalla California alla Florida, passando per Colorado e Arizona. Abbiamo corso in tante condizioni diverse. Sapevo di essere vicino ai migliori, ma la vittoria non la puoi sapere finché non si abbassa il cancelletto del Main Event”.
E ha aggiunto quanto il confronto diretto sia insostituibile:
“Correre è fondamentale. Possiamo fare test o simulazioni interne al team, ma non è la stessa cosa. Finché non trovi una pista che si rovina come quella di stasera, con l’adrenalina al massimo e tutto in gioco, non puoi davvero capire. È lì che scopri cosa funziona e cosa no”.
In gara, Tomac ha preso il comando praticamente subito, con un sorpasso nel primo giro sul compagno di squadra Jorge Prado dopo la ripartenza. Ken Roczen è rimasto alle sue spalle per tutta la gara, mantenendo alta la pressione, ma senza mai riuscire a farsi davvero sotto.
“Quelle sono gare dure”, ha raccontato Tomac. “Essere in testa praticamente dall’inizio e restarci per tutti i 20 minuti è una delle situazioni più complicate. Anche se dall’esterno può sembrare che non succeda molto, in realtà diventa una sfida mentale continua. Devi restare concentrato, controllare chi hai dietro – in questo caso Kenny – e tenere sempre il ritmo. Non era incollato, ma mi ha tenuto sveglio per tutta la gara. È stato davvero un gioco mentale”.
Dal punto di vista tecnico, il Main Event è stato il momento migliore dell’intera giornata.
“Nel Main Event la moto è stata probabilmente al top. Abbiamo fatto una piccola modifica tra la Heat e la finale, andando nella direzione giusta. È il modo giusto di iniziare”.
Guardando il quadro generale, quella di Anaheim è stata una notte storica per la carriera di Tomac. Il suo posto nella Hall of Fame AMA è già scritto, ma ogni successo continua ad arricchire il suo palmarès. È stata la sua prima vittoria AMA Supercross con KTM, alla prima gara SMX insieme, e gli ha permesso di affiancare Chad Reed come unico altro pilota capace di vincere nella classe regina con quattro marchi diversi.
La vittoria di Anaheim è stata anche la 54ª in carriera nella 450SX, aumentando ulteriormente il margine su James Stewart nella classifica all-time. Inoltre, Tomac ha ora vinto almeno un Main Event 450SX per 12 stagioni consecutive, un record assoluto.
Con questo successo è diventato anche il secondo pilota più anziano di sempre a vincere un Main Event della classe regina: davanti a lui resta solo Justin Brayton, vincitore a Daytona nel 2018 a 33 anni, 11 mesi e 25 giorni. Tomac ha vinto a 33 anni, 1 mese e 27 giorni.
“Succede tutto in un attimo”, ha detto parlando delle 12 stagioni consecutive con almeno una vittoria. “Ed è quasi spaventoso pensare di aver vinto in 12 stagioni diverse. All’improvviso ti ritrovi qui. Sono grato di poterlo fare ancora: mentalmente sto bene, fisicamente sto bene. Sono ancora qui. Dodici stagioni… è davvero pazzesco”.










