Eli Tomac non ha nascosto la propria frustrazione dopo una serata complicata dal traffico dei doppiati, e dopo averne parlato in conferenza stampa ha voluto ribadire e ampliare il concetto anche sui social.
Tomac, che nella conferenza post-gara ha raccontato di aver rischiato grosso a causa dei doppiati dopo un episodio con Vince Friese, è stato molto chiaro nel descrivere il problema.
“Ero riuscito a risalire fino alla seconda posizione a un certo punto sono rimasto imbottigliato tra i doppiati e ne ho pagato il prezzo. Da quel punto di vista è stato frustrante, e nella seconda gara ho anche rischiato di essere tirato giù. Penso che quando la pista è sotto i 50 secondi sul giro si dovrebbe avere un cancelletto da 15 piloti. Ci sono semplicemente ragazzi che sono troppo lontani dal passo del gruppo di testa. Se il promoter vuole rischiare di perdere dei contendenti al campionato, allora lasciamo tutto così com’è.”
Tomac ha poi rincarato la dose, sottolineando come per lui non si tratti di episodi isolati, ma di una situazione che tende a ripetersi con gli stessi piloti.
“Come ha detto anche Hunter, sono recidivi. Sono sempre gli stessi che fanno sempre le stesse cose. Non ricevono penalità abbastanza pesanti. È una situazione quasi assurda. Per noi è frustrante. Questi ragazzi girano sei o sette secondi più lenti al giro, forse anche di più, e sono lì in pista con noi. Di fatto diventano solo un pericolo.”
“Non so quale sia la penalità giusta nel dettaglio, ma penso che servano meno piloti al cancelletto. E sinceramente credo che anche nel motocross si dovrebbe correre in 30 al via. Secondo me entrambe le serie hanno un problema con troppe moto in pista, soprattutto quando il tempo sul giro è molto corto.”
Poco dopo, Tomac ha deciso di tornare sull’argomento con un tweet, allargando ancora di più il discorso. Alcuni sostengono che il problema dei doppiati non esisterebbe se tutti corressero con moto di serie, perchè ci sarebbe meno differenza nel tempo sul giro. L’americano ha ribaltato completamente questa lettura:
“Chi dice che non avremmo problemi con i doppiati se corressimo tutti con moto stock, sta dicendo l’opposto della verità. In realtà, nella situazione attuale, la classe 450 è più facile in cui essere competitivi rispetto alla 250. Provate a essere competitivi per tutta una stagione con un progetto costruito da soli in 250, contro team con ricerca e sviluppo praticamente senza fine, capaci di spremere tutta la potenza possibile da una piccola cilindrata. Buona fortuna. Senza contare la necessità di tenere motori e moto da gara in rotazione con ore di utilizzo sicure. Senza un assegno in bianco, alla fine di quel tunnel non c’è molta luce.”
“Secondo me la 450 dovrebbe essere una classe non basata sulla produzione con moto di serie, ma con le moto factory più cattive del pianeta.”
Tomac, però, ci ha tenuto anche a precisare un punto fondamentale:
“La cosa bella del Supercross e del Motocross è che il talento e il duro lavoro prevarranno sempre. E sì, questa cosa si vedrebbe comunque anche con vere moto factory.”
Cosa ne pensate?














