
Ad Almonte c’è stato Lucas Coenen, e poi tutti gli altri. Il belga ha dominato il GP di Andalusia vincendo tutte e tre le gare del weekend e prendendosi con autorità la leadership del Mondiale MXGP. Su una pista difficile, segnata dalla sabbia e da condizioni molto impegnative, il pilota KTM ha dato l’impressione di avere sempre tutto sotto controllo.
Dopo il weekend perfetto in Spagna, Coenen ha spiegato come fin da subito il tracciato gli abbia trasmesso sensazioni positive:
“Nel complesso la pista si adattava molto bene al mio stile. Ho trovato buone linee per tutto il weekend e un ottimo ritmo. Anche le partenze sono state buone: sono stato secondo ogni volta, ed è stato importante. Sono riuscito a passare velocemente in tutte le gare e poi a gestire il vantaggio fino alla vittoria. Per me è stato un weekend perfetto, in cui ha funzionato tutto.”
Nonostante il dominio, il GP non è stato privo di difficoltà. Coenen ha raccontato di aver dovuto convivere con un problema alla mano, emerso già dopo la prima manche:
“La pista era davvero molto impegnativa. Dopo la prima manche avevo una grossa vescica sulla mano e prima della seconda speravo davvero che non si rompesse durante la gara. Su un triplo sono arrivato un po’ corto e lì si è aperta. Faceva male, ma quando stai lottando per vincere non ci pensi troppo.”
Dopo un primo round in Argentina condizionato da un problema all’occhio e da partenze non all’altezza, il belga non ha perso lucidità. Il quinto posto assoluto raccolto in Sud America non aveva cambiato la sua convinzione, anche perché il team aveva individuato subito uno dei punti su cui intervenire.
“Dopo l’Argentina abbiamo fatto qualche modifica sulle partenze. Là si correva in altura, quindi è sempre difficile capire bene cosa possa funzionare meglio o peggio. Non ero particolarmente stressato dopo quella gara, perché sapevo che le partenze erano state penalizzate proprio da quelle condizioni.”
Uno dei temi del weekend è stato anche il confronto con Jeffrey Herlings sulla sabbia, terreno sul quale l’olandese viene spesso considerato il riferimento assoluto. Coenen, però, ha preferito mantenere un profilo basso, pur reduce da una prestazione dominante.
“Cosa significa battere Jeffrey sulla sabbia? Non lo so. Io semplicemente sono partito bene e gli sono stato davanti ogni volta. Se le situazioni fossero state invertite, magari sarei arrivato secondo in entrambe le manche senza riuscire a passarlo. Jeffrey, Tim e io abbiamo una velocità molto simile, quindi quando si presenta l’occasione bisogna sfruttarla.”
“A dire il vero non sai mai davvero come andrà finché non vedi la bandiera a scacchi della seconda manche. Tutti possono alzare il ritmo durante una gara. Abbiamo visto Tim faticare nella prima manche e poi essere lì nella seconda. Tutti possono migliorare da una gara all’altra. Io stesso ero un po’ teso prima della prima partenza. Il cancelletto era leggermente storto e in pendenza. Jeffrey aveva perso l’equilibrio già in qualifica il sabato, ed è successo anche a me nella prima manche. Era una situazione un po’ delicata.”
Con questo successo, Coenen lascia la Spagna da leader del Mondiale MXGP con otto punti di vantaggio su Jeffrey Herlings. Un risultato importante, anche dal punto di vista simbolico, perché il belga ritrova la tabella rossa dopo diversi anni.
“È la mia prima tabella rossa dopo tanto tempo, dai tempi della 125, quindi è bello averla di nuovo. Ma siamo solo all’inizio della stagione. Dovrò restare costante e continuare a stare davanti in ogni round.”













