Six Days 2011: 1. Finlandia, 2. Spagna, 3. USA; junior, 1. Francia – E con la prova finale di Motocross, disputata sul tracciato di Karhula, si è conclusa e va in archivio la 86a edizione della Sei Giorni Internazionale di Enduro, iniziata a Kotka l’8 agosto. Una giornata agonisticamente breve, ma carica di tensione e di emozioni. Così è la Sei Giorni, e proprio per questo, per il fatto di essere l’unica competizione di Enduro così lunga.
La Finlandia ha vinto il Trofeo, era nei pronostici, battendo e in un certo senso “umiliando” la Spagna, con un messaggio, oltre mezz’ora di distacco, che potrebbe essere indirizzato a quella Francia che, detentrice degli ultimi tre Trofei, non si è presentata a riscuotere quello che molti credevano dovesse essere un poker d’ufficio.
Eero Remes, Juha Salminen e Marko Tarkkala sono stati perfetti, Matti Seistola, Iari Mattila e Valtteri Salonen hanno offerto il loro contributo, “di sicurezza”, ad una Squadra che, sul percorso di casa, non ha fatto un solo passo falso.
Sei Giorni diversa da quella che ci si attendeva. Colpa del maltempo, prima e durante, che ha reso difficile il terreno, e dunque una gara che resta comunque, prima di tutto, una grande festa del fuoristrada. Eero Remes, vincitore di 20 delle 29 Speciali disputate, primo nell’Assoluta davanti a Salminen e Tarkkala, ed in testa dalla prima all’ultima speciale (quella di cross, che ha vinto, tanto per cambiare), è l’uomo simbolo della Squadra vincitrice e della Nazione che essa rappresenta. Remes ha vinto, naturalmente, anche la E1, davanti al compagno di Team Salminen ed allo spagnolo Lorenzo Santolino, che proprio nell’ultima Prova ha scalzato da un podio che sembrava blindato il terzo finlandese, Matti Seistola.
Gli Stati Uniti d’America hanno chiuso al terzo posto. Onore e gloria, soprattutto per la spettacolare gara di uno dei suoi due mentori (altro è Destry Abbot), quel Kurt Caselli che corre in Europa nel Mondiale, al posto di David Knight nel Team di Farioli, che organizza la selezione statunitense e che ha vinto la E2 davanti al portoghese Correia ed allo spagnolo Cristobal Guerrero. Ancora di chiara matrice finlandese, invece, la E3, che ha “svelato” un Marko Tarkkala particolarmente incisivo e consistente, al punto da vincere tutte le giornate di gara della sua classe ed imporsi con un margine netto su Ivan Cervantes e Valtteri Salonen.
E gli italiani? Squadre non proprio all’altezza della situazione, per vari ed in parte giustificati motivi, ed una over dose di sfortuna. Fatto sta che è proprio Presidente Sesti a rappresentare l’insoddisfazione e la delusione scaturite dalla trasferta finlandese delle Nazionali azzurre. Dopo i ritiri di Oldrati, Micheluz e Salvini non c’era più niente da fare, e le disgrazie subite giorno dopo giorno dai nostri piloti fanno si che, a conclusione della gara, migliore degli italiani sia Deny Philipparts, 20° nella giornata conclusiva, 25° assoluto e 12° della E2. Per lui la Medaglia d’Oro, come per Beconi e Redondi, di consolazione, e se vogliamo relativizzare, allora preferirei ricordare gli Ori di Maurizio Gerini (2° nella C1) e Nicolo Mori (3° nella C2). La Squadra del Trofeo ha chiuso all’undicesimo posto, quella del “Vaso d’Argento” (ha vinto la Francia davanti alla Svezia ed all’Inghilterra, ed i transalpini portano a casa anche il Trofeo Femminile), al settimo. Tutto da rifare? Probabilmente non tutto, ma sempre per parafrasare Paolo Sesti, che ha presentato a Kotka la Sei Giorni di Olbia del 2013, non ci si dovrà meravigliare se molte cose verranno sottoposte ad un nuovo programma, proprio, magari, in vista di una performance italiana all’ISDE italiana che ci auguriamo possa ispirarsi a quella del Team Finland 2011 (PB).










