Commenti a caldo dopo gara dei protagonisti del Gran Premio d’Olanda.
Tony Cairoli: “Sono molto contento del risultato, è arrivata l’ennesima vittoria di GP dopo due buone gare. Purtroppo nella seconda manche ho sofferto un po’ nei primi giri ed ho dovuto gestire la posizione: ho avuto dei dolori alle braccia molto probabilmente per il freddo pungente e non ce l’ho fatta a raggiungere Ken, ma sono pure contento della sua vittoria di manche che ha dato al team il primo e il secondo posto sul podio. Sinceramente la pista non mi è piaciuta molto, non era la classica Valkenswaard con sabbia profonda. Il fondo era duro, forse per il gelo dei giorni scorsi, e il tracciato non era molto selettivo. Per il prossimo GP siamo in Italia a Trento, e vogliamo fare un bel risultato per i nostri tifosi”. (image KTM/Archer)
Ken DeDycker: “Io e Tony siamo partiti forte in gara1, poi Tony ha fatto un errore e ne ho approfittato provando la fuga. Purtroppo sono incappato in una scivolata e sono ripartito terzo, ma non c’era più tempo per riprendere Bobryshev, anche se come tempi ero più veloce. In gara2 è stato tutto più facile anche se ho fatto qualche errore… ed è proprio bello tornare sul podio! Mi sento in forma come non mai, col team stiamo lavorando alla grande”.
Jeffrey Herlings: “Non è stato certamente facile partire dall’ultimo posto al cancelletto. In gara1 ho fatto comunque una buona partenza, e tutto è stato più semplice, mentre in gara2 sono partito dietro e ci ho messo un po’ a recuperare. All’ultimo giro vedere tutte quelle bandiere olandesi sventolare è stato fantastico”.
Jordi Tixier: “E’ stato un buon weekend, ho fatto due holeshot e concluso due volte secondo, ma è come se avessi vinto. In gara1 sono stato al comando per 25 minuti, in gara2 fino a cinque giri dalla fine”.
Evgeny Bobryshev: “Alla mattina c’erano 2 gradi sotto zero, la pista era ghiacciata e scivolosa. In gara1 ho fatto l’holeshot, ho guidato al comando per un giro, ma Tony e Ken erano leggermente più veloci. Li ho inseguiti, giro dopo giro è migliorato il mio feeling ed ho approfittato dell’errore di De Dycker per salire in seconda posizione. Era da un po’ che non stavamo in cima alla classifica. In gara2 altro holeshot, ma Ken andava veramente forte, mentre io non riuscivo a trovare le linee giuste. Poi ho fatto qualche errore e Strijbos mi ha passato, dopo qualche giro mi ha superato anche Tony, ho provato a stargli dietro, ma ho commesso altri errori e in più sono caduto dietro alcuni doppiati. Ho comunque mantenuto il quarto posto. Stiamo migliorando e dobbiamo proseguire su questa linea”. (Image Honda/Gutierrez)

Max Nagl: “Dopo aver fatto alcune modifiche alla moto, le partenze in gara sono state molto buone. In gara1 quasi ho fatto l’holeshot dietro Bobryshev e in gara2 sono partito terzo. La mia guida è andata bene anche se mi manca un po’ di allenamento. Ho battagliato con Paulin e Desalle e so che posso migliorare. Alla fine ero stanco ma non sfinito, la condizione fisica sta migliorando. La moto è andata a meraviglia e sono contento del lavoro che stiamo facendo dopo le ultime settimane difficili. Con questo risultato mi sono tolto un bel peso. Questa settimana starò ad allenarmi in Belgio, dopodiché raggiungerò il team in Italia per alcuni test sul duro in vista del Mondiale di Trento, dove spero di migliorarmi”. (image Honda/Gutierrez)

Clement Desalle: “Mattina molto fredda, ho fatto una buona partenza in gara1, ma sono stato chiuso alla seconda curva, qualcuno mi ha pure toccato – credo Leok – e sono caduto sbattendo forte la testa. Sono rimasto stordito per alcuni secondi, ma niente di grave, sono riuscito a chiudere ottavo, sempre meglio che un ritiro. Alla partenza di gara2 ho avvertito una certa preoccupazione, ci ho messo un po’ a passare Nagl e chiudere quinto. Niente di speciale. In settimana non sono stato molto bene, e non ho potuto allenarmi a dovere. Non è una scusa, ma se avessi avuto due giorni in più forse sarebbe andata diversamente. Continueremo a lavorare sodo perché la strada è ancora lunga e mi sento positivo”.
Kevin Strijbos: “Due manche completamente diverse. In gara1 sono partito bene, intorno alla quinta o sesta posizione, ma al terzo giro mi si sono indurite le braccia e non ho potuto spingere. A fine gara ero arrabbiato, perché il settaggio delle sospensioni era sbagliato. Dopodiché lo abbiamo sistemato e in gara2 è andata decisamente meglio, prendevo le linee e le curve come volevo. Peccato non aver fatto un buon risultato anche in gara1, oggi avremmo potuto salire sul podio. La velocità c’è per arrivare fra i primi tre”. (Image Suzuki Press)

Max Anstie: “Nelle ultime due settimane abbiamo fatto un sacco di lavoro a Lommel, ma qui a Valkenswaard la sabbia era ghiacciata e dura. Abbiamo cercato il setting giusto per tutto il weekend, in più testato alcune piccole parti per fare una buona gara ma purtroppo non è andata così. In gara1 ho avuto una buona partenza e impostato il mio ritmo. Ho chiuso il GP nei top five, ma non sono riuscito a correre come avrei voluto. Continueremo a lavorare perché sappiamo di essere molto vicini. Ci riprtoveremo fra un paio di settimane”.
Gautier Paulin: “La pista era molto strana, la sabbia appena sotto la superficie era congelata. Non siamo abituati a questo tipo di fondo, anche e onestamente è stata la stessa cosa per tutti. Mi sono qualificato quarto e avevo quindi una buona posizione al cancelletto. In gara1 sono partito settimo, avevo un buon feeling, quello che non ho avuto in gara2 dove sono anche partito peggio. Negli ultimi dieci minuti ho cercarto di trovare le linee migliori e un buon ritmo, solo che ormai era troppo tardi. Il risultato non è quanto mi aspettassi, ma continuerò a lavorare per preparare al meglio il prossimo appuntamento”. (Image Kawasaki/Gutierrez)

Tommy Searle: “In qualifica è stata dura, dopo la prima curva ero ultimo, ma ho recuperato fino al quattordicesimo posto. La sabbia era dura e tutti andavano veloci. Era difficile superare e ho chiuso gara1 decimo. Gara2 è stata quasi identica, con un nono posto. Era il mio primo GP sulla sabbia con una 450 e ho bisogno di fare esperienza per ottenere risultati migliori”.
Jeremy Van Horebeek: “Sabato sono stato contento di tornare fra i primi sei nelle libere dimostrando di essere veloce anche in qualifica. Oggi (lunedì, ndr) è stato totalmente differente. Le partenze non sono state buone e sappiamo quanto sia importante partire bene. Sono risalito dalla 20.a alla 11.a posizione, mentre in gara2 ero in lotta per la 10.a posizione quando è successo qualcosa alla moto e ho dovuto ritirarmi”.
Alessandro Lupino: “Ho passato molto tempo in Olanda a preparare questa gara, ma non ne ho tratto granché. La caduta alla partenza della qualifica mi ha condizionato tutto il GP, perché da cancelletto sono partito 26°. In gara1 non avevo un gran feeling, ho fatto troppi errori, e così per gara2 abbiamo fatto alcuni cambiamenti al settimg della moto. Tuttavia la partenza nella seocnda manche non è andata bene lo stesso, ma ho recuperato fino alla decima posizione e stavo cercando di passare Pocock in nona quando a due giri dalla fine sono caduto. Sono molto determinato a scrollarmi di dosso la sfortuna già dal prossimo round in Italia”. (Image Kawasaki/Gutierrez)

Dylan Ferrandis: “Sono arrivato a Valkenswaard con il dito della mano destra rotto la settimana scorsa nel campionato francese e quindi non sapevo cosa aspettarmi da questo GP. Ma alla fine non ho sentito gran dolore. Sono caduto assieme a Lupino al via della qualifica, così sono partito 20° in gara. Ma la prima partenza è stata abbastanza buona, sono stato in decima posizione per l’intera manche e sono soddisfatto. Solo che in un contatto ho danneggiato il silenziatore e al controllo del rumore mi hanno dato un minuto di penalità. La partenza di gara2 è andata peggio e ho solo potuto chiudere 15°. Non un gran weekend”.
Davide Guarneri: “Domenica, qualifica piuttosto negativa. Avevamo preparato le moto per pista sabbiosa, invece il tracciato era ghiacciato, con gradini, e in qualifica non riuscivo a guidare. Per le gare del lunedì abbiamo dovuto intervenire sul setting delle sospensioni e la moto rispondeva bene. Purtroppo però al primo giro di gara1, sul primo doppio in salita, in gruppo, sono stato costretto a scegliere una traiettoria che non avevo mai provato, ho trovato uno scalino molto alto e la moto è scappata via davanti. L’ho lasciata in volo e sono atterrato picchiando il piede destro che ha subito una torsione ed ho sentito un dolore forte che mi ha costretto a fermarmi. Nell’infermeria in pista mi hanno fatto una radiografia evidenziando una microfrattura sul collo del piede, lo stesso che avevo già infortunato a Mantova. Per Arco di Trento non dovrei avere grossi problemi, spero che il piede non si gonfi troppo da permettermi di allenarmi in settimana. In gara2 ho provato a correre, sono partito prudente, poi ho visto che il dolore al piede si poteva sopportare ed ho cercato di risalire in classifica. Ho concluso tredicesimo che, per tutto quello che mi è capitato, non è affatto male”.

Tim Gajser: “In gara1 non ho fatto una buona partenza e questo non mi ha permesso di raccogliere quanto volevo. In gara2 invece sono scattato bene, ero nono ed ho concluso tredicesimo, davvero niente male, considerando il terreno sul quale non ho molta esperienza. Come risultato d’esordio stagionale al Mondiale MX2 sono abbastanza soddisfatto e soprattutto sono contento di come stiamo lavorando e del rapporto con tutto il team: si può solo migliorare”.
Giacomo Del Segato. “Sono arrivato al weekend di gara dopo un paio di allenamenti sulla sabbia, a Lommel, che però non sono stati molto fruttuosi perché non sono riuscito a trovare un buon feeling con il terreno e a settare bene le sospensioni. Così, sia in qualifica che in gara non ho mai trovato un buon ritmo, in più le cattive partenze, visto che avevo un cancelletto molto esterno, hanno complicato le due gare, dove non ho avuto la possibilità di lottare per raccogliere punti. Ora abbiamo un po’ di tempo per prepararci per Arco di Trento dove spero di far bene: la pista mi piace”.
Kiara Fontanesi: “La prima manche è andata benissimo. Sono partita bene e ho imposto il mio ritmo, riuscendo così a staccare le avversarie. Nella manche di qualifica non era andata benissimo e così sono partita motivata più che mai. Ci tenevo a vincere la prima manche perché era la prima gara vera e propria dopo l’incidente di San Severino e dunque l’ultima gara del Mondiale corsa è stata quella in Inghilterra. Nei giorni precedenti Valkenswaard ero un po’ tesa e così vincere mi ha dato una grande soddisfazione e fiducia. Nella seconda manche sono partita male e ho dovuto recuperare. Avevo un passo migliore della Kane, ma lei ha rintuzzato vari attacchi. Poi una volta passata, mi sono lanciata all’inseguimento della Rutledge e a due giri dalla fine sono riuscita a passarla. È stata una gara intensa. Una bella bagarre e soprattutto la pista era diversa dal giorno prima. Era dura e a tratti più morbida quindi molto particolare e scivolosa. Così non ho voluto esagerare e ho dato tutto nel finale. Sono contentissima di avere fatto doppietta. Ci tenevo tantissimo a iniziare nel miglior modo il 2013. La mia Yamaha andava benissimo e ringrazio tutti”.














