A tutti quelli che a gran voce han gridato allo scandalo, Giuseppe Luongo ha risposto con una sola parola: Mediaset. Il 24 gennaio YouthStream annuncia: “Eurosport trasmetterà live tutto il Campionato del Mondo di Motocross”. Il comunicato stampa viene divulgato nei giorni in cui Sport Italia cessa di trasmettere. I social impazzano! Messo alla gogna per quanto definito, Luongo zittisce la critica e lo scetticismo del web con il secondo annuncio: “YouthStream e Mediaset siglano un accordo pluriennale per trasmettere su Italia 1 ed Italia 2 i Gran Premi di questa e delle prossime stagioni”. Alleluja!
VIETATO SBAGLIARE
Il primo passo è fatto. Con l’accordo tra YouthStream e Mediaset il Cross Mondiale potrebbe entrare in una nuova era. Per l’importanza del Media scelto e perciò che la collaborazione con questo partner potrebbe significare.
YouthStream considera fondamentale la presenza della tivù dove si pensasse ad una crescita verticale della popolarità dello sport (più interesse=più investitori= più business).
Dialogare con chi fa intrattenimento ad un certo livello potrebbe indurre a scelte impopolari soprattutto per i più conservativi. In un prossimo futuro vedo inevitabile un lifting invasivo che andrebbe a cambiare il volto di una disciplina uguale a se stessa da sempre o quasi.
Così com’è il Motocross resta un prodotto poco “telegenico”. Dal confronto con
specialità motoristiche ben più popolari (Formula 1, MotoGP e Superbike) emergono chiari i limiti di una disciplina fortemente penalizzata quando costretta nel piccolo schermo.
E NON SOLO PER IL FORMAT CHE IMPEGNA IL PALINSESTO DI UNA TIVÙ PER OLTRE QUATTRO ORE.
Seguire Marquez, Lorenzo e Vale Rossi dalla tribuna di Misano è un po’ come vedere proiettili lontani, lontani, che sfrecciano a duecento allora ogni minuto e mezzo. Sarà pure emozionante a credo possa esserci di più.
Poi però c’è la tivù, davanti alla quale come suggeriscono le voci note della MotoGP, saltiamo in piedi sul divano… quando l’obiettivo cattura il battito di ciglia di piloti “COLORATISSIMI” dal primo all’ultimo giro.
L’empatia è tanta e tale che basta uno scooter e strade poco congestionate per sentirsi come Marquez. Viaggi a 80 all’ora e pensi: caz… quello certe cose le fa a 300 Km/h!
Nel Motocross tutto questo ancora non avviene: vedi Cairoli in tivù e fatichi a capire quanto sia straordinario. Terra e fango oggettivamente non aiutano, ma questo fa parte della natura di uno sport che esalta ed emoziona come pochi altri vissuto a bordo pista.
IL NOSTRO SPORT NON È SEMPRE SPETTACOLARE IN TV. Inoltre la percentuale di telespettatori (o potenziali tali) che han provato a fare quattro salti in pista è irrisoria se paragonata a tutti quelli che invece sulle strade della città calcano l’asfalto quotidianamente. A due o quattro ruote si senton tutti Vale Rossi o Fernando Alonso, mica come Tony Cairoli. Nostro malgrado.
Sarà allora fondamentale una produzione televisiva attenta, calibrata e coinvolgente. Perché con Mediaset in mezzo e con un Cairoli di queste dimensioni abbiamo una grande opportunità.
QUEL CHE PUÒ DARE IL NOSTRO SPORT LO ABBIAMO VISTO SEGUENDO IN STREAMING IL SUPERCROSS USA. Che per la verità è un prodotto diverso e ben più facile da confezionare rispetto a quanto non sia il Motocross.
Ma Luongo ha promesso grandi cose. E allora non resta che sintonizzare la tivù.













