Pronti? Via!! Zep, ci racconta cosa è successo sabato scorso ad Atlanta 😆
Chissà cos’è successo fra Arlington e Atlanta? Qualcosa. Qualcosina dev’esser capitato. Perché Musquin è tutto contento di esser tornato a scuola. E pure di aver dato spettacolo. Al microfono di Jason Weigandt era tutto contento per gli spettatori e lo show offerto nel duello con Martin e Bogle. A suo dire… come dire?… era tutto un dire che la prima gara di Arlington era stata noiosa. Partito in testa, bandiera rossa, ripartito in testa e vittoria. E mica si può continuare così.
In altre dichiarazioni invece s’è detto felice perché con tutti gli errori commessi, ora tornava alla Baker factory più “imparato”. Ad Arlington non aveva imparato nulla, perché era filato tutto liscio, perciò era più contento per tutte le cappelle nella sezione ritmica di Atlanta, e pure nel tornantino che s’è ostinato a prendere interno per almeno una decina di giri. Ohibò. Mi sa che Baker sta provando qualche sostanza nuova ma è meglio che non la passa anche a Dungey. Oppure Musquin ha uno spacciatore tutto suo. Comunque sia è ancora tabella rossa, la pole era sua, e in gara ha regolato facilmente Bogle. Aldilà di queste battute – seriamente parlando – le dichiarazioni di Musquin sono più che intelligenti. Presentano un pilota sereno e conscio della sua forza.
È stato più veloce Martin, non in prova ma in gara. Roba da poco, meno di due decimi, ma quando Musquin ha sbagliato il triplo lo ha infilato di slancio. E non era spuntato neppure bene, perché Martin dopo il via era appena nei dieci. Dopo la gara ha detto che s’è sbloccato. Che ad Arlington era emozionato. Che nel Supercross per parecchio tempo non era neppure riuscito a qualificarsi. Ma ora che si allena da Carmichael è tutto a posto. E s’è visto! Se lo svitol al cervello di Martin funziona davvero lo vediamo sabato prossimo. Peraltro la sua Yamaha ad Atlanta sembrava a postissimo di sospensioni.
Le Kayaba sono tuned da EnzoRacing ma non usa le termocoperte. Quelle sono la moda di quest’anno per le Kayaba ufficiali delle Honda 450 di Tomac e compagni. Servono per mandare in temperatura steli, olio e soprattutto aria. Che servano davvero non è dato sapere. Ma a giudicare dai capitomboli ripetuti, forse sarebbe meglio mettere le termocoperte in testa a Tomac e Roczen.
La migliore partenza possibile – Davalos è holeshot! – gli è valsa ben nove giri in testa, poi ha fatto boom. Dopo il traguardo (4to) sembrava pure convinto quando diceva di aver perduto la gara sbagliando sempre un paio di ostacoli. Il naso non gli cresceva ma ha rischiato, perché a spararla così grossa qualche giornalista avrà anche faticato a rimanere serio. Piuttosto pinocchio-Davalos sta ancora recuperando l’allenamento necessario per 15 giri della finale. Ad Atlanta! ne aveva solo dieci. Dopo ha alzato i suoi tempi sul giro anche di quattro secondi.
Infine, altra giornata da dimenticare per Kawasaki e il suo team principal. Tonus, soprattutto Savatgy… sembrava che… invece ciccia! Quest’anno al ProCircuit dice davvero male, perché è una di quelle squadre abituata a vincere. O quantomeno a giocarsela. Quest’anno la 250 non è cosa per le verdone. Savatgy dopo belle prove (secondo dietro Musquin) e la heat vinta, non è mai entrato in gara per il podio. Ha chiuso quinto su una pista più impegnativa del solito, non è stato veloce abbastanza per giocarsi il podio. C’è poco da dire e ancora molto da lavorare con Carmichael, che lo allena nel suo ranch proprio insieme a Martin. Lemoin ha chiuso 7mo, Tonus 10mo.
Tonus ha confermato la sua velocità. Lo svizzero è appena arrivato ma ci sa fare. Ha già capito il giochino e sulla pista di Atlanta – abbiamo detto difficile – in prova s’è confermato ancora fra i bravi (4to). Nella heat ha fatto ancora bene, poi in finale s’è emozionato. Partito e sparito: ultimo. Per uno svizzero neutrale in un campionato di americani incazzati, Tonus è già un pezzo avanti. Però la deve smettere di guardare le monsterine prima del via. Perché non c’è altra spiegazione. Alla fine è stato bravino a risalire fino al 10mo, però ancora rimane il sospetto che – partisse bene – magari una serata potrebbe finirla anche sul podio.
Il resto della EastCoast lo vedremo strada facendo, inutile perdersi in tante altre chiacchiere. Tanto il pronostico è semplice. Tanto s’è già capita: si risolverà fra i primi tre in classifica. Musquin, Martin e Bogle.
Per chiudere. Con Atlanta salgono a otto gli holeshot in 250 per KTM/Husqvarna. Il primato dell’en plein lo si deve a Davalos, che per l’ennesima ha mostrato l’accelerazione austriaca.
Tra sette giorni repliche & eventuali.
Zep
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(Image GuyB., profile D.Dahlgren, J.Martin, CM.Mathilde. M.Davalos, J.Savatgy, A.Tonus)




















