Questa rubrica ha la pretesa di fornire una chiave di lettura diversa degli eventi. Sarebbe riduttivo ribadire concetti già ampiamente espressi negli esaustivi report che postiamo sulle gare. E poi ci piace anche essere controcorrente 😉 Bene fatta la premessa iniziamo a disquisire sulla più bella novità a stelle e strisce, ovvero Austin Forkner (3°+5°). Giovane, giovanissimo, già con un pedigree del cavallo di razza visto che SEI Loretta Lynn non si possono vincere per caso… Con tutta l’attenzione riposta sui soliti noti come i fratelli Martin, Cooper Webb e l’eterna promessa Adam Cianciarulo, il fantastico debutto di Austin è passato quasi inosservato. Male e peccato perche lo sbarbato promette bene e si è presentato al pubblico con 4 manches da applauso. Solo una leggera sbavatura nella heat finale a Glen Helen, quando si trovava al secondo posto in progressione piena, gli ha impedito di fare il colpaccio al debutto nei PRO. Ecco un bel video dedicato al nuovo gioiello di Mitch Payton
Austin Forkner Pro Debut Spotlight
Come ogni anno si è rinnovata la magia dei fratelli Martin. Fuori dagli immensi catini colmi di ostacoli artificiali, Jeremy (4°+1°) e Alex (2°+2°) mutano pelle e si trasformano in due animali da gara. A Glen Helen sono sempre stati in evidenza fin dallo start, autori di tempi sul giro impressionanti scanditi con una regolarità cronometrica. Si sono spartiti il miglior risultato della giornata guadagnando il medesimo numero di punti (vittoria e secondo posto). Solo la discriminante della seconda manche ha premiato Alex. Impossibile non notare come ambedue hanno aggredito ogni singolo centimetro della pista fino al traguardo. Se sapranno mantenere un profilo cosi alto rappresentano senza dubbio lo scoglio sul quale chiunque abbia velleità da campione, dovrà infrangersi.
Terzo gradino del podio (1°+4°) per il campione Lites della West Coast Cooper Webb. Un risultato che odora quasi di miracolo. Un polso letteralmente devastato ed un cuore grande come una casa. Su wikipedia alla voce guidare sopra i problemi, trovate quasi sicuramente la sua foto ;-). Il vincitore della prova di apertuta ad Hangtown, Joey Savatgy, lo aveva dato quasi per spacciato poco prima dell’apertura del campionato outdoor. Troppo invalidante il suo problema per essere in grado di confrontarsi sulle velocissime pista americane.
Credo che adesso possiamo asserire con serenità che Cooper non è della stessa opinione. In gara 1, a due giri dal termine, ha chiuso la sua rimonta sul fuggitivo Alex Martin e lo ha sorpassato con una facilità disarmante involandosi in solitaria verso il traguardo. Un caso? Anche no visto che nella seconda heat s è prodigato in un’efficace rimonta terminata al 4° posto. Insomma se il polso non sarà un impedimento eccessivamente invalidante, sarà un sicuro pretendente alla corona.
Aaron Plessinger (5°+ 6°), lo sparring partner della scuderia Star Racing Yamaha magistralmente seguita da una vecchia conoscenza. Gareth Swanepoel vi ricorda qualcosa? Si proprio lui l’ex pilota del sudafricano che ha frequentato per diversi anni il circus del mondialcross. Aaron ha mostrato ottime prerogative in questo primo stralcio della stagione. Ad Hangtown ha esordito con un positivo terzo posto nella manche finale. Sulle ripide colline di St Helens dove il necessita una notevole dose di “pelo sullo stomaco”, ha parzialmente accusato il colpo, terminando comunque con un positivo 5° posto assoluto. Non certo un fuoriclasse sul quale scommettere per il ricambio generazionale ma un pilota da top five a giochi conclusi.
Due righe DUE per il protagonista della prova di apertura ad Hangtown, Joey Savatgy (9°+ 7°). Citando paroli testuali del pilota del buon Payton, una giornata da dimenticare in fretta……
Classifica cortissima con 4 piloti in 4 punti. Tutto può succedere ma sostanzialmente i protagonisti sono già ben delineati. Ultimo passaggio per la più famosa pista americana, Glen Helen. Adesso mi espongo e lascio per qualche secondo il mio ruolo istituzionale vestendo i panni del tifoso malato di motocross. Da sempre innamorato del fango, della polvere e del cross dello Zio Sam, per il sottoscritto Glen Helen rappresenta un sogno sia come ex pilota che come appassionato. A volte però l’eccesso stona. Veloce OK, i magnifici dislivelli naturali ancora meglio, i salti da 40/50 metri da affrontare in 5 piena a 70 miglia orarie anche no… Forse da estasi per lo spettatore dell’ultima ora ma onestamente assolutamente troppo alto il dazio da pagare in caso di errore.
#ipilotinonsonocarnedamacello
A rileggerci tra una settimana.
F@b
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(Image S.Cudby, Glen Helen Raceway, FMF, profile, J.Savatgy, A.Plessinger, C. Webb, G.Swaneapol)

















