MXGP of Germany La pagella Teutonica
Teutschenthal è una tappa da sempre temuta nel circuito del mondiale e come al solito ha mantenuto le aspettative. A conferma delle sensazioni da inizio campionato, MX2 bellissima e ultra combattuta e MXGP da godere, con novità e ritorni indiscutibili. Qualcuno ha il coraggio di piazzare una scommessa sui vincitori finali dei rispettivi campionati? Non saprei proprio su chi puntare.
La “fresata prima della tempesta” ha fatto sì che i piloti si ritrovassero a correre su un circuito che definire “pettinato” è un eufemismo. Solchi ovunque, su una consistenza di terreno che andava dal quasi-fango alla polvere in alcuni punti, caratteristica che a mio parere ha fatto della pista tedesca la più selettiva e tecnica tra quelle sulle quali si è corso sino ad oggi.
Voto pista 7 1/2
MXGP
CAIROLI: 9
Viene sempre da ripeterlo, ma è lui stesso che persiste nel confermarlo. Quando la pista si fa tosta, pochi sono in grado di contrastare il Tonino nazionale. C’è riuscito Herlings in gara uno prendendolo un po’ di sorpresa e guidando poi fortissimo; la seconda manche è servita per dimostrare che certi scherzetti due volte di fila fan fatica a riuscire. Ritorno quindi del nostro portacolori sul gradino più alto del podio e, vista le vicissitudini poco piacevoli di Gajser, un bel salto in avanti nel campionato.
Francamente non mi sento di dargli un voto; massacrato com’era merita un plauso solo per essere partito. Due gare in fila da dimenticare, ma soprattutto, da cancellare in fretta ci sono le cadute e il dolore, per tornare lucido e competitivo.
Dopo la poco esaltante prova in Latvia ecco che il francese ritrova la via del podio, guadagnando l’ultimo gradino disponibile con due grassi terzi posti. In realtà ha centrato due belle partenze e il resto gli è successo intorno senza che lui ne fosse protagonista più di tanto, ma l’importante è essere nel posto giusto al momento giusto.
Toh chi si rivede, nelle parti alte della classifica. Effettivamente domenica l’esperienza valeva eccome e di quella il vallone ne ha da vendere, quindi da bravo belga non-sabbiaiolo lui l’ha tirata fuori tutta portandosi a casa un bel quarto posto in gara e nella generale.
In qualifica ha costruito le premesse (…ma come curvava ?), in gara uno invece ha fatto paura a tutti per velocità e per la lucidità con la quale è andato a prendere Cairoli e ne ha gestito il ritorno mantenendo altissima la concentrazione. Leggerissima flessione in gara due, ma adesso lo si può francamente ammettere. Il distacco dalla vetta in termini di punti è veramente elevato ma per fare i conti in classifica bisognerà necessariamente considerare anche lui.
MENZIONE ALLA CARRIERA
RYAN DUNGEY: 10 E UN SACCO DI LODI
Mi vorrete perdonare questo “fuori tema” stelle e strisce, ma un saluto ed un riconoscimento ad un pilota del quale sono stato uno dei primi tifosi, non potevo esimermi dal farlo in occasione del suo ritiro dalle gare. Dungey è stato un pilota di motocross eccezionale. A questa mia affermazione – come è sempre stato nelle chiacchere da bar e da internet – in tanti si alzeranno sulla sedia e cominceranno a snocciolare le vittorie “degli altri” e la spettacolarità “degli altri ancora” mentre io risponderò, come sempre, che sin dai tempi del dualismo con “il diavolo” Lawrence, Ryan ha dimostrato essendo pilota tra i più veloci e costanti ma soprattutto con la sua correttezza quasi ingenua e la sua professionalità infinita, che si poteva essere pilota di motocross anche senza essere necessariamente “incazzati & cattivi”. Mi rimangono in mente due ricordi indelebili; il primo quando invece di lanciarla giù per una rupe spinse personalmente sino ai box quella Suzuki che lasciandolo a piedi condannò le sorti del suo campionato National a favore di Villopoto e quello proprio dopo l’ultima gara di Las Vegas, dove nonostante il comportamento decisamente discutibile del suo principale avversario, ha trovato comunque parole di sostegno e stima nei confronti di Tomac. Questo è Ryan Dungey e il motocross – come movimento – ha perso uno dei suoi gioielli più preziosi; grazie per le belle emozioni che hai saputo regalarci.
MX2
JONASS: 8 1/2
Centra due holeshot ma ad un certo punto cede il passo, più platealmente in gara due. Braccino ? Forse, ma su una pista così complessa, arrivare alla fine sul podio, perdendo solo cinque punti del suo cospicuo vantaggio, vuol dire che probabilmente la giovane prima guida KTM sta cominciando ad imparare dai – dolorosi – errori del passato.
E fanno due, per il 2017, così come lo svizzero è riuscito a mettere insieme due partenze decenti (numero da circo in gara due a parte), fatto che gli ha consentito, come raramente accade, di dover evitare i soliti sfinenti recuperi dalle retrovie. In realtà il guadagno in punti è modesto, ma il gradino più alto del podio, l’aver battuto in entrambe le gare Jonass nel confronto diretto e……la sorpresa di avere saputo di aver vinto il GP solo quando glielo hanno raccontato……beh, deve dare un bel gusto !!
Tornato ? Beh, vedremo, in terra teutonica è andato un gran bene e solo un problema tecnico in gara uno gli ha rovinato la festa dopo la vittoria nella gara di qualificazione – sebbene sia stato un regalo grosso di Olsen – e prima del bel secondo posto in gara due. Pronto per il GP di casa !!
Fa e disfa con la stessa velocità con la quale porta la sua Husqvarna e vederlo guidare in maniera tanto sanguigna e spavalda da un gran gusto pur riservando qualche spavento, come la botta clamorosa data in qualifica. Dopo un’ottima gara uno, terzo ad un nulla dai capofila, compromette gara due con una scivolata quando era in ingaggio con Paturel, danneggiando anche le sovrastrutture della moto.
Da un paio di gare il belga sembra aver perso la lucidità che lo ha contraddistinto nelle prima gare del campionato, ma in realtà non la velocità, sempre notevole. L’errore però, anzi – gli – errori, seppur banali, sono sempre dietro l’angolo ad aspettarlo e anche la Germania non ha fatto eccezione.
MENZIONI SPECIALI
COVINGTON & LAWRENCE: 8
Due “oltreoceano” che hanno davvero ben figurato nella gara tedesca; se l’americano dopo il gran recupero in gara uno, ha colto la strameritata vittoria in gara due, per l’australiano invece è arrivato il primo podio di carriera, guadagnato con due manche nelle quali si è fatto notare tra i protagonisti. Poi vabé…della prima doppietta dell’epoca Suzuki-Everts ne vogliamo parlare ? Tanta roba…
CERVELLIN: 7
Due partenze “al fulmicotone” come era solito dire un famoso speaker di motocross del passato, per poi cedere qualche posizione – ma neanche tante – nel corso delle gare. Michele rialza la testa con orgoglio e torna nei primi dieci in classifica nella generale.
Bernardini parte bene in gara uno e sciupa, parte male in gara due e tenta il recupero ma senza risultati eclatanti mentre Monticelli dopo una metà classifica in gara uno, fa il mucchio in partenza nella successiva. Osservati speciali c’erano Lesiardo e Furlotti, con il primo fresco di contratto Kawasaki e il secondo “ospite” dall’europeo. Alla fine il salsese Furlotti ha dimostrato – come spesso – di essere più veloce ma un po’più incline all’errore del suo ex-collega della serie continentale.
Mentre scrivevo queste righe è arrivata quella notizia che si sperava non arrivasse mai……la chiudo qui, col magone e un augurio di buon viaggio, quale che sia la destinazione.
Ciao Nicky
Massimo Bonardi
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(Image MXGP, Yamaha Racing, Kawasaki Racing EU, Honda Racing Corp. R.Archer-KTM, J.P.Acevedo-Husqvarna, Suzuki Racing, HRC, Team Honda Gariboldi, RacerX)






















