L’erede
di Fabio de Lorenzo
Non ne volere Mattia ma dopo quanto hai combinato domenica scorsa, è impossibile non fare dei paralleli con il tuo blasonato compagno di squadra. Nella mia lunghissima militanza da appassionato e addetto ai lavori (in rigoroso ordine), ho avuto il privilegio di aver vissuto alcune delle tappe più belle e certamente fondamentali di Antonio. Ero presente quando ha vinto la sua prima manche iridata così come ero a bordo pista quando ha infranto un altro record battendo gli americani, con la piccola quarto di litro, nella seconda manche del Nazioni 2006 a Matterley Basin. Non ti nascondo che il tuo esordio con il team di De Carli mi aveva lasciato qualche perplessità. Forse troppe aspettative non ti hanno permesso di essere pronto per le prime gare. Immagino che non debba essere stato facile domare la KTM ufficiale; tanto perfetta quanto severa. Una moto studiata per andare velocissima e che non permette nessuna deroga. E visto che sulle qualità della moto e della squadra non si può discutere, ecco che improvvisamente tutto deve essere stato più complicato. Poi l’esperienza di chi ha gestito problematiche ben più ampie, ti ha permesso di ritrovare l’equilibrio ed al vero start del campionato, ti sei fatto trovare pronto. Edoardo (il direttore) me lo ha ripetuto decine di volte: “Fabio vedrai che ci arriva! Si allena con quei due e Mattia ha le qualità e l’intelligenza per comprendere. Ed al resto ci penseranno Claudio e Davide” Così è stato: giusto una gara di assestamento per l’esordio e poi hai picchiato subito duro. A Matterley Basin una guida bella, sempre in piedi e mai una flessione sui tempi fino alla conquista della tua prima manche iridata. Evidentemente è stato sufficiente questa affermazione per fare l’ultimo gradino che ti divideva dalla certezza delle tue possibilità. Per la tua prima assoluta hai scelto uno dei palcoscenici più iconici del mondo, Maggiora. La storia si ripete ciclicamente, cosi dopo “solo” tredici anni, un altro italiano è tornato a calcare il gradino più alto del podio della classe MX2 dopo Tony Cairoli che militava già nel Team De Carli. Per tutti questi motivi mi sono permesso di aggiungere un po’ di pressione definendoti l’erede ma come vedi i motivi sono molti e qualificati. Nello scorso week end ti ho seguito a lungo e con discrezione. Sempre sorridente, sempre educato con tutti, ma preciso come un bisturi durante i momenti chiave. Hai provato e riprovato le partenze, durante le crono hai alternato giri lenti dediti allo studio del percorso a tornate velocissime, e nei momenti prima della partenza, hai scambiato solo qualche parola con il tuo team manager e con tuo padre per poi concentrarti. Da lontano, mentre scattavo qualche foto, ho intravisto qualcosa che non è mai cambiato nel tuo sguardo. Era esattamente uguale a quello che aveva da piccolo quando era già un enfant prodige dei nostri vivai.
Al termine della seconda manche hai giustamente cercato l’abbraccio dei mille caldissimi tifosi che ti hanno sostenuto ad ogni passaggio, ma prima sei passato vicino a Claudio e Davide che ancora una volta hanno svolto al meglio il loro incessante lavoro. Adesso Mattia, con quella Tabella Rossa, inizia la parte più complessa ma sono certo che sei nelle condizioni mentali, fisiche e tecniche per continuare a far sognare i tifosi italiani.
(Image Motocross, KTM Red Bull De Carli, M.Mannoni)
















