SIX DAYS Ci siamo
La vigilia scivola via con relativa tranquillità. Il paddock è organizzato secondo l’ordine stabilito. La varietà di colori sottolinea l’importanza di un evento per il quale la comunicazione preventiva è sembrata esprimere un eccesso di prudenza.
Se è stato volutamente scelto un profilo basso non lo so ma ho la sensazione che di questa Sei Giorni si sia parlato poco nelle settimane precedenti la gara. Ma tant’è. E allora è negli spazi elegantemente vestiti dell’aeroporto di Rivanazzano che il chiacchiereccio anima le ore che precedono il via. I temi trattati son quelli di sempre, le preoccupazioni anche. Hai visto le speciali? Quanto sono veloci le speciali? Quanta polvere ci sarà nelle speciali? Ma è vero che quella speciale potrebbe saltare? Tutte cose già sentite e scritte. Al pari delle considerazioni che riguardano il valore sportivo di quella che un tempo era definita l’Olimpiade della Regolarità. Correre la Sei Giorni prima della fine del Campionato del Mondo costringe molti top rider a fare delle scelte penalizzanti per la gara a squadre per definizione.
Si parla anche di protocollo anti Covid, delle relative restrizioni, si parla di quel che lascerà la Six Days sul territorio. La paura più o meno diffusa è che l’Oltrepo’ pavese e la Lomellina vengano presi d’assalto dagli enduristi di mezza Europa nelle settimane successive la corsa. Il tempo ci dirà. Domani il via. Ancora qualche ora e a legittimare il lavoro fatto dalla macchina organizzativa saranno piloti e cronometro. Da lunedì si comincia a far sul serio e sarà così fino a sabato quando si definiranno le classiche della Six Days 2021.















