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Editoriale di Novembre
IL MONDIALE CHE VERRà
A far data dal 2022, il calendario potrebbe tornare quello dell’era pre-covid 19. Almeno stando ai si dice… o a quanto si legge.
L’auspicato riassestamento ridurrà la centralità del ruolo del Paese Italia nel processo di interazione con il sistema: appassionati, addetti ai lavori, industria. Ricordo infatti che le nostre piste hanno ospitato sette Gran Premi ma non solo. Dopo Maggiora, la carovana ha fatto tappa a Riola Sardo, per tre volte ad Arco di Trento e per due a Mantova. Mantova che come noto è stata assegnataria anche del Motocross delle Nazioni.
Da noi… si è corso quasi metà campionato, e ciò ha prodotto un overloading senza precedenti nella storia. A bocce ferme chiedo se una tale sovraesposizione generi beneficio. L’offerta è stata numericamente importante, ma anche eterogenea dove si pensasse alla diversità dei tracciati dove si è corso. Nell’ultimo mese il pubblico ha avuto molte opportunità per vedere gipì e rispettivi campioni. Il dato emergente evidenzia però un grande frazionamento di interesse. Logico e prevedibile se è vero che è difficile immaginare che un appassionato possa seguire più di una corsa: per mancanza di tempo, per costi, per annessi e connessi.
Mi spiego solo così la ragione per cui abbiamo assistito a gare con una affluenza di pubblico relativamente bassa rispetto alla bellezza del campionato. Meglio allora avere tanti gipì con appassionati distribuiti qua e là o avere un unico grande evento che raccolga tutti i fan della nostra disciplina? Io non ho molti dubbi a riguardo. Ed anzi aggiungo che vedere finire il mercoledì una stagione straordinariamente bella e combattuta come quella della MXGP è un peccato che pesa quanto un Nazioni corso prima del termine del mondiale. Si poteva gestire meglio il calendario? Col senno di poi siamo tutti maestri ma qualche dubbio a me resta.











