Veloce come un Jett, volare come un Sexton…tipo il vento di Eunice
di Massimo Bonardi
Certo che chi si ostina a chiamare per nome dei disastri, è dotato di fantasia (e cultura…indubbiamente) davvero smisurata.
Eunice; san wikipedia cita “Ninfa delle Nereidi”, che poi la mitologia greca queste ninfe le descrive come delle gran gno…cioè….raffinate figure femminili dal benevolo e gradevole aspetto. Ecco, vallo a raccontare a quelli che hanno dovuto districare quel fascio informe di tubi innocenti delle strutture youthstream e i tendoni dei teams a causa della tempesta di vento alla quale hanno dato il nome della suddetta “delicata” ninfetta. Ma soprattutto vallo a raccontare a noi appassionati, già in fregolante attesa dell’inizio alle danze mondiali su quei magnifici morbidi pratoni inglesi. Una delusione brutta, alla quale fortunatamente troveremo lenimento attendendo solo una settimana – e quindi – Supercross, “metadone” del weekend crossistico da divano.
Settimo round della 450, prima uscita del campionato 250 costa est a Minneapolis, stadio grande, spazio a disposizione e circuito più scorrevole e veloce, per quanto questo sia possibile in questa disciplina.
Partiamo dalla 250; il giovane prodigio australiano Jett Lawrence, comincia alla grande la “sua” parte di campionato, iniziando esattamente come aveva finito il 2021 a Salt Lake City. Vincendo. Ma vincendo autorevolmente, con un bellissimo sorpasso senza contatto ma tanto meno timori reverenziali, all’eterna promessa Austin Forkner nel corso del primo giro, per poi non sbagliare più neanche una virgola sino alla bandiera a scacchi. Uno spettacolo di guida, quella del giovane canguro, mi vien da dire più da 450 (…occhio!!..) che da duemmezzo, pulitissimo, senza sbavature, con pochi movimenti in sella e solo quelli utili. Considerando che stiamo parlando di un classe 2003 tanta roba, con una tale maturità di guida già acquisita.
Sul podio con lui una coppia tutta verde, per la – mezza – felicità di quel vincente nato che risponde al nome di Mitch Pyton, con appunto Forkner, che per una volta si vede che ha recepito l’importanza di arrivare alla fine – cosa per lui tutto meno che scontata e banale – e quel Mcadoo al ritorno, dopo l’impressionante caduta ad Atlanta 2021, dove si era letteralmente “stampato” sulla rampa di un malefico ed immenso panettone.
Vediamo la prossima, ma se le premesse sono queste la vedo veramente dura per chiunque, contrastare la superiorità dello sbarbato di casa Honda.
La 450 invece è stata una di quelle gare che ti lasciano basito, diverso se sei uno dei sostenitori seriali di Sexton, lì ti viene da tirare qualcosa al video. Quasi monotona, con il giovane pilota Honda che supera dopo una manciata di giri Webb e si mette al comando bello sicuro. Un timido approccio alla leadership da parte di “El Hombre” si esaurisce in un paio di tentativi, il #1 arancione che finisce addirittura quinto e tutto sembra destinato a concretizzarsi in una splendida e vittoriosa cavalcata di Chase, ottima anche per il campionato, forte del fatto che il capoclassifica Tomac si era piantato sulla rampa di un panettone dopo un contatto, a mò di pietraia delle valli bergamasche. Invece no, niente da fare. Sei lì (sai il tifoso di prima no?) che pregusti di vedere il tuo prediletto “bisteccare” la rossa sotto lo striscione d’arrivo…e te lo fan vedere per terra…a due giri dalla fine….e con che razza di mina tirata !!! I primi momenti sono davvero impressionanti, perché per la durezza del colpo subita, il ragazzo faceva fatica a muovere qualsiasi cosa per giunta con tragedia sfiorata, se Jason Anderson che lo seguiva non fosse riuscito letteralmente a saltarlo di peso. Incredibile poi il replay, dove si comprende come la telecamera non trasmetta – assolutamente – la reale percezione della velocità sostenuta dai piloti e delle accelerazioni incredibili delle quali sono capaci i loro mezzi. Sexton è uscito da un “gancio” pieno di solchi e la sua forcella è andata completamente a pacco sul primo dosso a due metri, producendo un “high side” che lo ha letteralmente sparato con una violenza inaudita a cinque metri di distanza. Ryan Dungey, intervistato sulla caduta – davvero anomala – ha dichiarato “that type of dirt brings out the worst in a bike” questo tipo di fondo, facendo riferimento ai solchi, tira fuori il peggio dalla moto. Quello che ci si chiede è anche però, se non si stia esagerando con i layout, se delle forcelle tarate “di marmo” come quelle che notoriamente vengono usate nel supercross, possano arrivare ad un limite tale.
Fortuna…ma proprio solo quella…ha voluto che Chase Sexton uscisse dalla pista con le sue gambe, sulle sue reali condizioni si avranno certezze solo nei prossimi giorni.
Adesso la classifica vede Anderson secondo a soli tre punti da Tomac per la vetta…ma la cosa più sconvolgente è vedere Malcom Stewart terzo e per niente fuori dai giochi….e poi c’è ancora qualcuno che ha dei dubbi sui “miracoli” di Aldon Baker..
(Image HRC)














