
Maxime Renaux sta preparando la stagione 2025 in Sardegna, dopo un anno travagliato per via dell’infortunio al piede è tornato ad allenarsi duramente. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare due parole con il francese, di seguito l’intervista:
Ciao Max come stai? Hai recuperato dall’infortunio?
“Ciao a tutti, si sto bene, sono sempre più in forma. La scorsa stagione è stata davvero difficile per via dell’infortunio che mi son procurato durante il GP di Spagna nel 2023. Non sono nemmeno caduto, ho appoggiato il piede in una curva e ho sentito subito male. Mi hanno operato, ma avevo sempre dolore, non riuscivo a camminare. I medici mi dicevano che in due o tre mesi sarei tornato come prima, per questo ho comunque spinto tutto l’inverno per preparare il 2024, ma il dolore era sempre presente. Abbiamo provato di tutto, ma sono arrivato alla seconda gara di mondiale che non riuscivo a stare in piedi. Yamaha ha preferito fermarsi perchè non aveva senso andare avanti in quel modo. Successivamente mi sono nuovamente operato e adesso va molto meglio.”
Lo scorso inverno mi hai detto che non potevi fermarti così a lungo perchè avresti perso il “treno”. Ma alla fine lo hai fatto, Yamaha ti è stata vicino in questa situazione?
“Si il team e l’azienda sono sempre stati dalla mia parte. Mi hanno convinto loro a fermarmi per guarire al meglio. Ammetto che mentalmente è stata durissima, quando sei così giovane e ti stai facendo il mazzo da anni per conquistare un titolo MXGP non vuoi mai fermarti, ma l’ho dovuto fare per il mio bene. Ho 24 anni, sono ancora giovane e posso dimostrare tanto, loro lo hanno capito e li ringrazierò sempre. Oggi, a mente lucida, ho capito che abbiamo fatto la scelta giusta.”
Quando ti hanno operato la seconda volta è stato subito meglio?
“E’ stato un lungo percorso, ma sin da subito è stata decisamente un’altra storia. Nella prima operazione mi hanno messo una placca che toccava un osso procurandomi delle fitte di dolore incredibili. Si è poi spostata anche un vite distruggendomi tutta la cartilagine del piede. Un macello! La seconda operazione era necessaria per tornare anche solo a camminare normalmente. Ho già messo alla prova il piede durante le ultime gare di mondiale dell’anno scorso, è andato tutto bene e non sentivo dolore.”
Quindi sei pronto per iniziare la stagione?
“Si sono pronto. Abbiamo lavorato molto bene sia fisicamente che sulla moto. Lavoro sempre per lo stesso obiettivo, vincere. Magari non sono il più talentuoso però sono pronto a dare la mia vita per questo sport. Non ho paura del lavoro, è il mio preparatore a dirmi di smettere di allenarmi. Ogni tanto esagero, rischio di andare in sovrallenamento e magari di farmi male. Sono contento di avere al mio fianco persone che mi conoscono molto bene in grado di gestirmi alla perfezione.”
Durante le ultime gare di mondiale del 2024 ho visto che usavi la nuova pettorina AirBag di Alpinestar, funziona?
“Si funziona, è ancora in fase di sviluppo ma si è sempre attivato correttamente. Penso sia un grande step in avanti per la sicurezza. Alla fine a noi piloti non cambia niente, pesa leggermente di più di una pettorina normale ma per il resto non ti accorgi neanche che hai addosso l’AirBag. A me da una sicurezza in più, spero lo rendano obbligatorio. Ci sono sempre più infortuni, le moto sono sempre più performanti e le piste non sempre all’altezza. C’è ancora tanto da lavorare sulla sicurezza.”
L’organizzazione deve fare un passo avanti su questo aspetto?
“Si esatto. Siamo veramente indietro su alcune cose. Ad esempio non capisco il senso di correre ancora a Cozar (GP di Spagna), a nessuno è piaciuta quella pista. Il tracciato era pericolosissimo e stretto, le gare erano noiose, ma allora perchè tornarci? Bisognerebbe correre in paesi e piste adeguati al nostro livello.
Sembrerà una sciocchezza, ma i soccorittori che ci sono in pista devono saper parlare inglese. Non è possibile che non capiscano quello che gli dici. Abbiamo visto quello che è successo la scorsa stagione a Everts in Cina. Liam lamentava dolore nella parte del collo e diceva di non farsi spostare, ma i soccoritori non capivano. In quei casi ogni singolo movimento fa la differenza, è fondamentale che ci sia dialogo tra pilota e staff medico.
Spero migliori un pò questa situazione per il bene di noi piloti.”
Parteciperai agli Internazionali d’Italia?
“No, quest’anno purtroppo non ci sarò. Correrò a Hawkstone Park (UK) il nove febbraio.”
Grazie Max, gentilissimo. Buon allenamento!
“Grazie a voi ci vediamo in pista.”













