
Tom Vialle ha debuttato con la Honda HRC nel weekend del 42° Supercross di Parigi, in casa, davanti al pubblico francese. Il due volte campione del mondo MX2 e fresco due volte campione AMA Supercross 250SX è tornato a correre in Francia dopo aver conquistato il titolo di “Prince of Paris” nel 2024.
Al termine dell’evento, ha parlato con Steve Matthes di Racer X affrontando il passaggio in Honda, il weekend francese, le differenze tra vita americana ed europea e altro ancora.
Tom, prima di parlare del weekend: come va la moto? Che impressioni hai della Honda 450?
Sono abbastanza contento, sì. Mi sono sentito bene per tutto il weekend. Ho continuato a imparare manche dopo manche. Peccato per la prima gara, non è stato un buon inizio. Ho sbagliato un salto e ho preso Jett, per sbaglio ovviamente.
Hai parlato con lui? Ha capito che è stato un incidente?
Sì, penso che in pista non l’avesse capito, ma dopo sì. I box erano vicini, ci siamo parlati e gli ho chiesto scusa. Lui mi ha detto “va tutto bene”. Non potevo fare nulla, non avevo scelta in quel momento.
Sembrava quasi che pensassi di essere ancora sulla 250
Non so, forse ho aperto un po’ troppo il gas… e ho colpito forte la bocca sul manubrio, ma alla fine stavo bene. Sono soddisfatto del ritmo: non ero distante. Jett e Malcolm erano davvero veloci, un po’ più di me. Ma sì, sono contento.
Bello comunque guidare la gara per qualche giro nell’ultima manche, no?
Dopo la seconda manche avevo le gambe distrutte. Nella seconda ero davanti a Coop per parecchio e mi sono stancato molto. Credo di aver fatto tre o quattro giri al comando nell’ultima, poi la fatica si è fatta sentire.
Cosa ti piace della Honda rispetto alla KTM? C’è qualcosa che ti ha colpito subito appena sei salito sulla moto?
Direi il comportamento sulle buche quando pieghi: è miglio da quel punto di vista. Anche la KTM è una buona moto, ci mancherebbe, ma qui mi sono sentito subito a mio agio. Avevo solo due o tre settimane di moto prima di venire qua, e correre contro i migliori al mondo non è facile. Ma credo di essermela cavata bene.
Il telaio in alluminio: un bel cambiamento, giusto?
Sì, ma mi trovo bene e ne sono felice. Non abbiamo fatto tanti test: ci hanno mandato un set-up dagli Stati Uniti, abbiamo fatto qualche piccola modifica e l’abbiamo usato così. Ci sono margini di miglioramento e sono contento di aver fatto questa gara, perché ora so dove intervenire per essere più vicino a loro l’anno prossimo. E sono sicuro che ci arriverò.
Quando inizierai la preparazione vera e propria? Per voi della MXGP la stagione parte presto.
Sì, il primo GP sarà a inizio marzo. Direi che a metà dicembre iniziamo a lavorare duro, poi gennaio e febbraio si entra nel pieno e si parte.
Dove ti baserai?
Non lo so ancora. In Europa non è come negli Stati Uniti: ci spostiamo molto per inseguire il meteo. A gennaio spesso andiamo in Spagna, poi a febbraio facciamo qualche gara prima del primo GP. Quindi direi tra Belgio, Francia… un po’ ovunque.
Sappiamo tutti com’è andata in America. Probabilmente meritavi di restare. Hai firmato un accordo pluriennale con Honda HRC: pensi che tornerai negli USA un giorno o questo è un passo definitivo?
Nessuno può saperlo. Vediamo come andrà l’anno prossimo. Il mio obiettivo ora è vincere un titolo 450 in Europa. Sono felice di essere tornato e non vedo l’ora di iniziare. Se un giorno dovessi vincere un titolo 450, perché non tornare negli Stati Uniti?
Cosa ti mancherà di più dell’America?
Credo il meteo. In Florida è incredibile. E i miei amici là.
E cosa ti piace dell’essere tornato in Europa?
Il cibo.
Ferrandis dice la stessa cosa!
Si mangia bene anche negli Stati Uniti, ma è difficile trovare un buon ristorante. Qui invece puoi andare ovunque.
È proprio il modo in cui preparano i piatti?
Sì. Per esempio, se ordini pasta alla bolognese, in America ti danno così tanta salsa che quasi non vedi la pasta. Qui è il contrario: tanta pasta e poca salsa. È una grande differenza ed è difficile abituarsi. La pasta è la cosa più semplice al mondo da cucinare, ma è difficile trovarla buona negli USA.
Complimenti per il weekend. In bocca al lupo per la MXGP.
Grazie.













