Senza filtro Mr.55
Non sono le due vittorie consecutive a determinare Eli, sono i numeri che incessantemente ridefinisce verso l’alto. Trentatré primavere sulle spalle e 55 target centrati nel Sx lo collocano nel librone dei record, al secondo posto alle spalle della leggenda Jeremy McGrath. Nella conferenza stampa a fine gara ha definitivamente cancellato ogni dubbio circa il suo futuro ritiro definendosi “nel posto giusto, al momento giusto”. Soddisfatto della moto, del team, dello sviluppo e del suo stato di forma. Tutto questo al debutto, da epurato, in sella ad una moto pressoché sconosciuta. Se la sua progressione ed affiatamento dovessero ulteriormente migliorare, temo che solo la versione migliore di ogni uomo in pista, possa fermare l’impeto e la completezza di Eli Tomac.
450SX All Time Wins List
Della combattutissima finale di San Diego mi hanno colpito alcuni aspetti. L’estrema correttezza dei principali contendenti al titolo, il tempo che pare essere cristallizzato quando ti rendi conto che stai osservando Tomac e Roczen che si contendono la prima posizione, il pensiero di come la scala premi assegnata ad ogni vittoria di Tomac, stia incrinando il salvadanaio di chi ha apposto la firma sul contratto ed infine le ennesime conferme di quanto Sexton sia un pilota straordinario, quando le sue costellazioni si allineano, e quanto sia volubile l’azione di Prado quando non scatta davanti al gruppo.
Tralascio ogni commento sull’ennesimo sold out al botteghino che sancisce ancora una volta il successo di un format che pare non conoscere battute di arresto innovandosi senza mai snaturare la sua essenza.
Corretto iniziare dalle parole rilasciate da Hunter Lawrence appena terminato il main event:
“I think I shot my shot too fast on the last lap and thought I’d dive bomb into the corner, but at the last minute I thought it was going to be a really dirty move if I followed through, so I backed out of it.”
In due righe l’essenza del nostro sport, concetto che ha ammaliato gli uomini che hanno lasciato un segno indelebile. Credo che abbiate visto le immagini della gara; tralasciando temporaneamente il commento sull’infinito duello tra Tomac e Roczen, il momento chiave del main event si è concretizzato con l’assalto finale alla leadership di Tomac, consumato da Hunter Lawrence. Al fortissimo uomo in rosso sarebbe bastato non alleggerire il gas nella curva del “tunnel” per spedire Eli a terra e vincere la gara. Ed invece ha mollato il colpo ed ha reputato più importante la correttezza ad una vittoria significativa per lui ed il suo team. A Fine gara entrambi i protagonisti hanno evidenziato quanto accaduto, o meglio non accaduto facendo trasparire stima e lodi. Se dopo la notte incolore di A1 eravamo alla ricerca di una prestazione convincente di Hunter, è corretto asserire che è stata eclatante sotto ogni aspetto.
Impossibile non restare affascinati da questi due ragazzi. Si sono sfidati per gran parte della finale e finche il fiato ha sostenuto Ken Roczen, l’esito è stato tutto meno che scontato. Il cameo immediatamente dopo il primo sorpasso di Eli; l’entrata in curva a cannone ha fatto leggermente perdere aderenza alla sua ruota posteriore. Una sola frazione di secondo stigmatizzata dallo sguardo di Tomac intento a cercare la sagoma gialla alle sue spalle. Poesia le successive sei, sette curve che andrebbero fatte visionare a chiunque si approcci al nostro sport. Incroci infiniti per l’ennesimo sorpasso di Roczen verso la momentanea leadership. Il terzo posto finale probabilmente è andato stretto al tedesco ma i due podi consecutivi erano un obiettivo che KRoc non incassava da molto tempo.
Alzi la mano chi non ha pensato che Chase sia stato il più veloce in pista! Ed invece no, e lo abbiamo potuto notare quando si è arrestata la sua splendida progressione a ridosso del gruppo dei primissimi. Gli unici due piloti che hanno abbattuto il muro dei 53 secondi sono stati il vincitore Tomac e Roczen. Anche lo scatenato Hunter ha fermato il suo miglior giro sui 53 basso. Tutta questa disamina solo per sottolineare che Sexton era velocissimo ed in perfetta sintonia con la sua moto ma avrebbe potuto giocarsela per la vittoria solo con una partenza perfetta, sperando inoltre di “pelare” qualche decimo nella lotta con Eli. Purtroppo, lo start, esattamente come già successo lo scorso anno, è stato disastroso ed il quarto posto finale era oggettivamente il massimo che poteva ottenere risalendo dall’ultimo piazza. Detto questo l’iniezione di fiducia probabilmente sarà decisiva, almeno per le prossime settimane, se non sarà ulteriormente alimentate da affermazioni o quantomeno piazzamenti a podio.
Abbastanza enigmatico l’inizio di stagione per alcuni degli uomini più attesi. Il campione in carica Cooper Webb ed il teammate Justin Cooper, al di là dei risultati conseguiti fino ad oggi, probabilmente stanno pagando qualche complicazione che oltrepassa le loro indubbie qualità. Se è vero che la miglior dote di Webb è la resilienza, oltre la feroce attitudine a massimizzare il risultato negli ultimi minuti di gara, il ritmo di gara mostrato ad ogni passaggio è assolutamente deficitario per tentare di restare agganciato al treno dei buoni. Per la squadra Blu, orfana del leader di classifica, probabilmente A2 rappresenterà il primo vero spartiacque della stagione.
Ruolino di marcia rispettato per il Team Ducati che continua ad incamerare nozioni, piazzamenti e fiducia. In attesa del ritorno di Bam Bam, Dylan Ferrandis svolge al meglio il ruolo di portatore d’acqua. Buon ritmo, buon equilibrio tecnico della moto e tante soluzioni provate e da provare con il chiaro intento di scalare verso le posizioni che contano a fine stagione. Solo una sbavatura nella sezione tecnica più esasperata ha compromesso in parte l’ottima performance del francese. Comunque tutti promossi.
In un solo colpo il fantastico Danger Boy Deegan ha fatto incazzare compagno di squadra, Team, Direzione gara, munifici sponsor e tutto il pubblico sugli spalti! In stretto ordine: atterra senza alcun motivo Max Anstie, che a fine gara ha sussurrato vendetta. Non si presenta all’intervista TV con annessa penalizzazione. Sul podio tenta delle goffe scuse per il suo ennesimo strike e viene sommerso dai fischi del pubblico tutto dalla parte dello “straniero” Max Anstie…
What else ragazzo?
Ci sentiamo tra una settimana
(Image Ducati Usa, SupercrossLive, KTM Media, Align Media/RacerX, Kawasaki Usa, Monster Energy)






















