
Abbiamo sentito Valerio Lata a pochi giorni dall’inizio della stagione. Il pilota Honda HRC è nel pieno dei test in Spagna, reduce da un inverno intenso tra allenamenti, sviluppo della moto e una preparazione fisica mirata per affrontare al meglio il secondo anno nel Mondiale.
Valerio, finalmente si riparte. Come stai e come ti senti alla vigilia della stagione?
«Sto bene, siamo pronti per l’inizio della stagione. Finalmente, non vedo l’ora di tornare a correre. In questo momento siamo in Spagna per i test, anche se oggi siamo fermi per il maltempo: c’è un tifone, quindi giornata di riposo forzato».
La preparazione invernale ti ha visto molto in giro tra Spagna e Sardegna. Che lavoro avete fatto?
«In Sardegna sono stato due settimane e mezzo, mi sono allenato insieme a Tom Vialle. Sono stati allenamenti molto buoni, anche se la prima settimana è stata un po’ complicata per il vento e la pioggia. Dalla seconda settimana in poi invece è andata molto meglio. Adesso siamo di nuovo tutti insieme per i test, ma ognuno lavora sul proprio programma».
Guardando al 2025, è stata una stagione di crescita costante, chiusa con il podio nell’ultima gara. Era un obiettivo che avevi in mente?
«L’obiettivo di base era stare sempre nei cinque. Non era semplice perché avevo cambiato tutto: team, campionato e soprattutto moto. Non sono partito con la strada spianata, però gara dopo gara siamo cresciuti. Per due volte siamo arrivati a pari punti con il terzo posto, quindi molto vicini al podio.
Abbiamo anche vinto la mia prima manche di qualifica in Germania, poi fatto dei test per migliorare la moto, fino al podio in Australia nell’ultima gara, in condizioni difficili. È stata una stagione in crescendo, che mi ha fatto capire dove devo lavorare e dove posso migliorare».
Più che di difficoltà, parlerei di adattamento alla moto. È corretto?
«Sì, esatto. Non era una difficoltà vera e propria, ma un adattamento. Da KTM a Honda cambia tutto. Da acciaio ad alluminio per il telaio, da WP a Showa per le sospensioni quindi di conseguenza la moto si comporta diversamente. Serve qualche gara per capire dove intervenire.
Io ero sempre stato con lo stesso brand, quindi il cambiamento si è sentito. Una volta capito come sistemarla, la moto era molto buona e siamo riusciti a fare belle gare, spesso a ridosso dei primi tre».

A livello fisico, quanto pesa il salto dall’Europeo al Mondiale MX2?
«Tantissimo. Non sono solo i cinque minuti in più a manche: sono le tre manche nel weekend, a partire dal sabato. Anche la manche di qualifica è molto intensa, non si va piano. Arrivi alla fine del weekend che se non sei abituato è davvero tosta.
L’anno scorso avevo ancora un fisico più da Europeo, quest’inverno invece abbiamo lavorato proprio per migliorare sotto questo aspetto».
In questo percorso continua anche il supporto di Vimond?
«Sì, è ancora a disposizione del team. In Sardegna era con Tom Vialle, e ha dato una mano anche a me. Quelle due settimane sono state molto positive».
Quest’anno hai cambiato qualcosa nella preparazione atletica, lavorando con Arianna Biondi. Cosa ti ha spinto a questa scelta?
«Abbiamo iniziato a parlarne a fine stagione scorsa. Cercavo una persona che mi seguisse da vicino, con cui potessi confrontarmi tutti i giorni. Lei e suo marito Marco sono super disponibili, spesso mi ospitano da loro e posso andare ad allenarmi nella palestra di Arianna, non devo pensare a niente.
È una situazione ideale, anche perché verrà a molte gare. Avere la preparatrice anche in pista è un grande vantaggio».
Su cosa avete lavorato maggiormente?
«Un po’ su tutto: forza, fiato, resistenza. Abbiamo fatto un buon planning e siamo partiti leggermente in anticipo per fare le cose con calma. Mi sto trovando davvero molto bene».

Parliamo della moto attuale: quanto è cambiata rispetto lo scorso anno?
«È molto diversa. Stiamo lavorando su diversi aspetti, soprattutto su sospensioni e motore. Tutto il team è impegnato per rendere la moto sempre più competitiva e riportare la Honda 250 sul gradino più alto del podio. La moto già l’anno scorso andava molto bene, ma i tecnici giapponesi vogliono sempre migliorare. A ogni test portano aggiornamenti, poi discutiamo insieme e decidiamo la direzione. Lo sviluppo va avanti passo dopo passo».
Quest’anno lavorate con sospensioni Showa ufficiali. Che sensazioni hai?
«Sono diverse rispetto allo scorso anno e mi sto trovando molto bene. Sto lavorando con Aaron e Mirko di Showa, che sono super professionali e capiscono perfettamente di cosa ho bisogno. Non siamo ancora alla soluzione finale, ma ci stiamo arrivando».
In ottica allenamenti, pensi di spostarti più spesso in Belgio?
«Sì, ne abbiamo parlato. HRC ha una base in Olanda con appartamenti e officina, quindi quando inizierà la stagione e farà molto caldo in Italia, andare in Belgio sarà probabilmente la scelta migliore. Le condizioni lì sono sempre molto buone, soprattutto sulla sabbia».
Il 450 resta nel cassetto per ora?
«Io sono innamorato del 450, però ho deciso io di metterlo un attimo da parte. Devo correre il Mondiale con il 250, quindi è giusto concentrarsi su partenze e manche con quella».
Ti vedremo al Campionato Italiano?
«Sì, lo farò sicuramente. Mi piace correre e con il format su un giorno secondo me è anche meglio, meno impegnativo per tutti. Stiamo ancora valutando in che categoria schierarsi».
Obiettivi di questa stagione?
«L’obiettivo è lottare per la top 3, top 5 tutte le domeniche. Ovviamente tutti vogliono vincere, e anche io voglio salire sul gradino più alto del podio. Mi piacerebbe riportare Honda a vincere gare in MX2. Parto sempre con i piedi per terra, poi dopo le prime gare vedremo cosa diranno i risultati. Ci vediamo a Mantova alla seconda tappa degli Internazionali d’Italia!».
Foto by Daniele Barreca













