Senza filtro Nessuno è al sicuro
Eli Tomac vince. E lo fa con la rabbia di chi non è mai stato davvero fuori dai giochi, nonostante i soliti noti lo avessero già sepolto sotto valanghe di “era solo questione di tempo” e “margine ridotto”. A Seattle ha semplicemente fatto quello che sa fare meglio: prendere la hole shot, mettere tutti in fila e sparire fino al traguardo. Il dodicesimo posto di Glendale è già un ricordo sbiadito. Ed è proprio quando lo dai per spacciato che lui ti pianta in faccia la sua firma: 25 punti ed una sola lunghezza di distacco in classifica. Un colpo ben piazzato ed è tornato il benchmark.
Cooper Webb secondo. E no, non ha vinto. Non ancora. Perché Webb è il maestro del “non vincere, ma esserci”. La sua specialità è presentarsi alla festa quando gli altri pensano di aver già la bottiglia di champagne in mano. Webb ha vinto a Houston, ma a Seattle è arrivato secondo. Una vittoria ed una serie di piazzamenti crescenti, il che rende il suo secondo posto ancora più subdolo. Se qualcuno pensa che sia fuori dai giochi, si sbaglia di grosso.
Justin Cooper terzo. Il terzo incomodo che nessuno si attendeva, ma che è salito lo stesso sul podio. Mentre i designati si scannavano, lui ha messo insieme una gara pulita, senza infamia e senza lode, ma con un podio che pesa come un macigno. Perché nella Yamaha blu, quella ufficiale, lui è la scommessa silenziosa.
Hunter Lawrence esce da Seattle con la Tabella Rossa ancora addosso, ma con la faccia pesta. Quarto posto, mentre Tomac vince e Webb gli erode incessantemente il vantaggio. Il fratello d’arte continua a gestire, a limitare, a sbagliare e recuperare. Ma a questo giro, la domanda sorge spontanea: gestire va bene, ma quando si deciderà ad imporre il suo sigillo? Perché finora, zero main event in tasca. Per la prima volta ha mostrato il fianco a causa di uno start perfettibile, una rimonta nervosa ed un brutto incrocio di traiettorie con Roczen che ha spedito entrambi a terra. Se il campionato si decidesse per un punto, quel quarto posto profumerebbe di titolo, ma oggi sa di occasione mancata.
Chase Sexton quinto. Il solito copione: parte, spinge, poi si smarrisce. Chase è l’ombra di se stesso, un fantasma che vaga per la pista in cerca di identità. Il talento c’è, la testa pure, ma come al solito gli manca quel lampo che trasforma il potenziale in punti veri. E in un campionato dove Tomac e Lawrence paiono inarrestabili, il quinto posto è molto più che una mezza sconfitta.
Ken Roczen decimo. Dopo la vittoria di Glendale, l’apoteosi. Dopo Seattle, il tonfo sordo. Incanta e delude con la stessa facilità, ma stavolta non per sue colpe. Era in gara per la vittoria, forse, per il podio certamente. Poi è arrivata la furia cieca di Hunter che lo ha abbattuto inutilmente, visto l’evidente passo dell’ufficiale HRC. La famosa leva di avviamento ha completato l’opera, relegandolo ai margini della top ten. Peccato, perché ha perso punti e inerzia nel momento in cui poteva affondare il colpo sul resto del parterre.
Jorge Prado. Il lusitano d’oro, quello che KTM ha riabbracciato come il figliol prodigo, si schianta contro il muro della realtà: velocissimo in prova e nelle fasi preliminari della gara; fuori dal main event con spalla malconcia per una caduta pericolosissima. La curva di apprendimento del Supercross non è una discesa, ma una parete verticale. E lui, per ora, sta scalando con le unghie.
Haiden Deegan. Lui non c’è in classifica 450, ma il suo nome riecheggia. Nella 250 continua a macinare consensi e polemiche. Il confine tra “predestinato” e “spaccone” è sempre più sottile, e lui ci balla sopra con la leggiadria di un elefante in cristalleria. Il talento è immenso, la maturità ancora in fase di approvvigionamento.
Il campionato si stringe come un cappio. Lawrence guida con un punto, Tomac incalza, Webb aspetta. E gli altri? Gli altri, per adesso, arrancano per i più disparati motivi. La regola non cambia: vince chi sbaglia meno, ma soprattutto chi ha il cuore di osare quando conta. E finora, gli attributi li hanno mostrati i soliti noti.
Ci sentiamo la prossima settimana.
(Image supercrosslive, Octopi, KTM media)




















