
eMISSION POSSIBLE
Recessione. Vocabolo entrato di prepotenza nel quotidiano di ognuno di noi. Da qualche tempo a questa parte non si parla d’altro. Recessione, che in estrema sintesi disegna e caratterizza un sistema economico che, preso nel suo complesso, denuncia livelli di attività produttiva più bassi di quelli che si potrebbero ottenere sfruttando tutti i mezzi a disposizione. Recessione, ovvero lo stadio che succede alla crisi economica e proprio per questo capace di generare grandi preoccupazioni.
Nelle ultime settimane non c’è stato quotidiano o notiziario televisivo che non abbia affrontato il problema.
Ed EICMA 2008, il salotto buono della moto che probabilmente vi apprestate a visitare a Milano tra il 4 e il 9 novembre, si apre all’ombra della sconcertante crisi finanziaria internazionale. Dei riflessi negativi che ciò comporta è meglio non parlare. Semmai, aggrappandoci ad un cauto positivismo, confidiamo nei risultati che il dopo Milano potrà generare.
Non sto a citare i numeri. Il segno meno che in taluni casi sta davanti alle due cifre non è un dato oggettivo circoscritto al solo settore merceologico delle due ruote. I dati di cui disponiamo ci dicono che il mercato è mono tinta: rosso nello specifico. Ma gli strumenti per ridare pennellate di colore sono nel DNA dei costruttori. Non penso ad obblighi e doveri morali dell’industria ma molto più semplicemente alla fiducia che in essa ripongo, perché credo nelle capacità dell’una o dell’altra impresa nonostante il momento contingente sia tutto fuorché favorevole.
Dall’Austria arriva il primo scossone. Forte e sorprendente. Alla vigilia dell’importante rassegna milanese KTM presenta uno dei progetti più trasversali della sua storia. E’ la risposta del costruttore austriaco al problema dell’inquinamento: l’impatto dell’uomo sull’ambiente conseguenza del progresso.
Una Kappa col generatore di corrente al posto di mono o bicilindrico con alberi a camme e valvole. Non è un giocattolo o una moto destinata alle fiction di qualche produttore televisivo. Quella che vedrete fotografata nelle pagine di questo fascicolo è una KTM da enduro che riprende i tratti somatici delle più diffuse EXC pur accogliendo nel suo traliccio un motore elettrico.
La Zero Emission Bike sintetizza un lavoro di equipe che dal centro studi di Mattighofen si è spinto ben oltre, tanto da sollecitare la curiosità di uffici che fanno capo al Ministero dei Trasporti austriaco che ha manifestato interesse per una moto destinata ad aprire nuovi scenari. E non solo perché ipotizza un futuro (credo ancora lontano) ben diverso da quello che conosciamo.
Inquinamento acustico e atmosferico, alterazione dell’ambiente, panoramica su tutti i problemi connessi alla gestione dell’ambiente stesso. Paroloni destinati a sparire dietro alla KTM Zero Emission Bike, la moto pulita che non fa rumore e che cambia radicalmente la percezione del fuoristrada: per chi lo pratica e per chi no.
Così, alla stregua del cellulare, la sera, prima di spegnere la luce, dovremo abituarci a mettere in carica la batteria. Come facciamo col computer ed il telefonino.
EDOARDO PACINI










