RUMORE annosa minaccia
Disamina del problema e conseguenti preoccupazioni: facciamo troppo rumore e le piste chiudono. Ovvietà scritte enne volte. Pensieri avallati dai fatti. Dove ti giri ti giri, i gestori han difficoltà. E le conseguenze sono perlopiù estreme. Si parte dal rumore e si finisce inevitabilmente per considerare l’efficacia e l’appropriatezza di tutte le strutture erogate sul territorio di pertinenza. Da lì le vertenze legali sono troppo spesso il passo successivo.
In questo mese portiamo nelle pagine del giornale l’esperienza diretta dei fratelli Gaiardoni: l’altro modo di scrivere Bosisio Parini. L’impianto lombardo è la chiara dimostrazione di quanto può accadere quando la misura è colma.
Che il motore quattro tempi faccia più “casino” degli ormai anacronistici 2T è un dato di fatto. Presa coscienza di questa triste realtà mi chiedo se tanto baccano sia davvero necessario. C’è chi sostiene, a tal proposito, che proprio il rumore sia l’essenza del nostro sport: la tonalità di scarico intesa come esaltazione di uno stato emotivo che viene influenzato in maniera direttamente proporzionale al numero di decibel emessi. La teoria evocata non regge. E non solo perché le gare più belle le ho viste a due tempi.
Accettare un fuoristrada “four stroke oriented” continua ad essere per me difficile. E seppur oggi il mercato si identifichi in valvole ed alberi a camme, mi chiedo perché mettere a rischio le prospettive di un’intera categoria di sportivi dietro la spinta dei decibel. PROPONENDOCI IN MODO DIROMPENTE ALL’ATTENZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA E DELLE AUTORITÀ FACCIAMO CLAMOROSI AUTOGOL.
Concetto elementare che andrebbe smentito da severe prese di posizione di industria e federazioni.
In questo numero trovate in anteprima le immagini della versione pressoché definitiva della Freeride: la KTM a batteria. Lo spettro di un fuoristrada senz’anima si profila. Ma perché allora dobbiamo farci tanto male? E se un giorno fossimo davvero costretti a prendere in considerazione l’ipotesi dell’”ecofuoristrada”? Mi vien la nausea al solo pensiero. Non ch’io ce l’abbia con chi, bontà sua, sta sviluppando progetti “zero emission” molto ambiziosi, ma pensare ad una gara di cross o di enduro con la moto a batteria mi fa per ora sorridere. L’ipotesi evocata potrebbe concretizzarsi nell’era in cui si parlerà di lenti a strappo biodegradabili. Un’era nemmeno tanto lontana, visto che in paesi come l’Olanda le pellicole usa e getta sembrano già vietate perché inquinanti quando disperse lungo il tracciato.
Riflettiamo e facciamo un po’ di autocritica…
Nell’ultima prova degli Internazionali d’Italia svoltasi a San Severino, il quindicenne Riccardo Babbini è rimasto vittima di un grave incidente. Mi unisco a Nicola Vendramini, la cui lettera pubblichiamo a pagina 136, per fare i migliori auguri al giovane Riccardo al quale chiedo di non mollare fino a quando non vedrà sventolare la prossima bandiera a scacchi. Suo malgrado ha iniziato la corsa più difficile in carriera. E mai come in questa occasione lottare sarà determinante.
Edoardo Pacini
L’esperienza di Walter Gaiardoni (gestore della pista di Bosisio Parini) può essere estesa a tutti quegli impianti che oggi soffrono per il problema del rumore. Perché allora non provvedere?










