‘Il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, ha ricevuto ieri 19 dicembre le dimissioni irrevocabili del Presidente del Comitato Regionale FMI Lombardia, Alessandro Lovati, presentate a seguito dei fatti accaduti nel corso dell’Assemblea Ordinaria Elettiva svoltasi ad Ostia domenica 16 dicembre, dei quali Lovati si è assunto la piena responsabilità. Il Presidente Sesti ha preso atto e accettato con effetto immediato le dimissioni ricevute, dando mandato alla Segreteria Generale di espletare tutte le procedure necessarie previste dallo Statuto Federale in conseguenza della decadenza della carica elettiva’.
E’ quanto recita il comunicato ufficiale rilasciato dalla Federmoto sul suo sito. Sui “fatti accaduti” nella sala del Centro Olimpico Fijlkam, abbiamo voluto fare chiarezza con il diretto interessato. “Sostanzialmente ho fatto un intervento in assemblea richiamando l’attenzione sugli accordi sottoscritti fra Comitati Regionali – ci ha spiegato Lovati -, mi sembrava una cosa ovvia, normale, dato che da sempre si fanno accordi, e questo ha scatenato una sorta di putiferio. Dopo aver fatto l’analisi di quanto avvenuto nel corso degli ultimi quattro anni, eravamo d’accordo sui nominativi da ricandidare ai Comitati Regionali del Nord, perché avevano operato bene, fatto quello per i quali era stati eletti ecc.. Eravamo quindi soddisfatti del rapporto che c’è stato, ma sembra che io abbia detto delle eresie. Sinceramente non capisco, ma evidentemente è così. Quindi il Presidente Sesti ha chiesto le mie dimissioni. Subito il giorno dopo l’assemblea ho scritto al Presidente Sesti che mi assumevo tutte le responsabilità di ciò che avevo detto, perché ne sono convinto, ma evidentemente ha avuto pressioni, pare che la ‘base’ abbia chiesto le mie dimissioni, quindi per salvaguardare l’ente nel suo insieme mi sono fatto da parte. Se l’ostacolo sono io, allora mi dimetto. Peccato, avrei voluto finire in un’altra maniera, ma d’altra parte non posso imputare a nessuno la responsabilità di aver preso la parola, è stata una mia scelta. Però non l’ho presa così, tanto per parlare. Decisamente no! C’era una motivazione molto seria, che non è stata neanche ascoltata, e per la seconda volta sono intervenuto – prima in assemblea, poi in Comitato Regionale dando le dimissioni – per difendere chi ho sempre sostenuto. Perché io la squadra la difendo sempre e comunque, a costo della mia posizione. E piuttosto che penalizzare i miei collaboratori è meglio che me ne vada io. Sono più di vent’anni che sono alla presidenza del Comitato Regionale Lombardia, più di quarant’anni di servizio in Federazione. Per quanto mi riguarda le dimissioni sono irrevocabili, non credo ci sarà una ‘sommossa popolare’ che mi chieda di rimanere. Non è mai successo e non succederà. Ripeto, peccato perché non era il modo giusto di uscire dopo tanti anni, ma ahimè…”. (Image C. Mazzullo)














