Tomac, Sexton, Geerts e Vialle
di Edoardo Pacini
Dalla Turchia alla California, siamo a poche ore dal weekend da cui usciranno i nomi degli ultimi campioni della stagione. Poi sarà Motocross delle Nazioni… Solo due dei quattro piloti in corsa potranno festeggiare. Gli sconfitti dovranno attendere giorni migliori per l’appuntamento con la storia. Negli Stati Uniti, Tomac e Sexton arrivano all’evento conclusivo separati da un solo punto; nel mondiale 250, Geerts precede Vialle di un paio di lunghezze.
Le analogie tra mondi molto lontani non si limitano all’esigua differenza che separa i leader dagli immediati inseguitori. In un caso e nell’altro, uno dei pretendenti conosce quel che si prova nei giorni che precedono il momento chiave della stagione. Chi campione lo è già stato ha un controllo maggiore sulle emozioni disfunzionali che talvolta hanno un ruolo determinante. Perché alla fine il corretto approccio mentale sarà fondamentale.
La pista ha dimostrato che i valori in campo sono equivalenti. Non si spiegherebbe altrimenti il ridottissimo scarto nella generale. Uno per l’altro hanno vinto e tutti e quattro han perso gare magari per via di errori evitabilissimi. Sabato in America e domenica in Turchia non si diventerà campioni solo smanacciando sul gas. Credo che a far la differenza non sarà il polso ma la testa. Vincere è un’aspirazione di cui ogni pilota si nutre. E l’attitudine a vincere è qualcosa che si può allenare come qualsiasi altro aspetto.
Ma tutto ciò vale per una gara e non per quella GARA che assegna il titolo. Nelle due manche che possono dare un senso ad una carriera intera intervengono dinamiche difficilmente prevedibili anche quando in gioco ci sono grandi talenti. Tomac e Vialle sono campioni titolati. Sexton e Geerts stanno facendo di tutto per diventarlo. Al loro fianco ci sono le rispettive squadre, in alcuni casi abituate a vincere (come nel caso di KTM…) in altre un po’ meno.
Ancora poche ore, poche e poi sapremo…
(Image KTM, Yamaha, HRC)

















