
Dopo un avvio di stagione Supercross tutt’altro che semplice ad Anaheim 1, a San Diego l’attenzione era tutta su Haiden Deegan. Il verdetto della pista è stato chiaro: una vittoria pesante, arrivata nel modo più diretto possibile, che ha rimesso immediatamente Deegan al centro della scena.
A far discutere è stato il sorpasso decisivo sul compagno di squadra Max Anstie, un contatto che ha acceso gli animi sugli spalti e ha portato a una pioggia di fischi nei confronti del vincitore. Una situazione che Deegan non ha evitato, affrontando l’argomento apertamente e spiegando la propria versione dei fatti.
Durante la conferenza stampa, Deegan ha raccontato così il suo weekend:
Haiden, hai vinto a San Diego. Era quello che ti aspettavi da te stesso. È stata una rivincita dopo Anaheim 1 o solo un’altra vittoria?
«Sono semplicemente grato di aver vinto qui. Dopo quello che è successo ad Anaheim 1 lo scorso weekend, la settimana è stata lunga e complicata. Ho lavorato durissimo durante l’off-season. Con l’annuncio del mio futuro passaggio alla 450, molte persone hanno iniziato ad avere dubbi su di me. Così mi sono detto che avrei dato tutto: impegno totale, lavorando più forte che mai. Tornare questo weekend e vincere era la cosa più importante».
Sei stato fischiato dopo la gara. Questo cambierà il tuo approccio nei confronti di Max?
«Ho visto video di Kobe Bryant fischiato… La gente fischia chi vince, succede. Devi accettarlo. Forse oggi le persone sono diventate un po’ più sensibili [ride]. Non ho buttato fuori Max di proposito. Nel Supercross, quando ti butti all’interno come ho fatto io, sai che l’altro può tentare l’incrocio. Io ho solo fatto in modo che non potesse rientrare sotto, e alla fine ho toccato la sua ruota anteriore. Andrò a scusarmi, gli dirò che mi dispiace. Poi starà a lui accettarlo o meno. Non era intenzionale. Ho avuto una buona serata ed è questo che conta per me».
Vi allenate insieme. Conoscere Max ti ha aiutato ad anticipare le sue mosse?
«Sì, mi alleno con Max ogni settimana. So esattamente come guida. L’obiettivo era solo superarlo e poi fare il vuoto. Non penso a tutto il resto, a quello che succede intorno. Purtroppo c’è stato quel contatto, ma non avevo nessuna intenzione di farlo cadere. Ero solo contento di aver preso la testa della gara».
Ti aspetti una risposta da parte sua più avanti?
«Sì. Ma onestamente non è stato nemmeno un sorpasso aggressivo. Non volevo toccarlo. Vendetta o no… nello sport può succedere di tutto e io sono pronto a gestire qualsiasi situazione. Spero non ce ne sia bisogno. Andrò a parlarci per chiarire, perché non volevo assolutamente farlo cadere. Ma siamo nel motocross: se lui vorrà prendersi la rivincita, lo farà. Io sono pronto».
Sabato si torna ad Anaheim, questa volta da leader del campionato. Come cambia l’approccio?
«Nessun cambiamento. Stesso approccio. Dovrò essere intelligente nelle Triple Crown, partire bene, restare nella top five e gestire le gare nel modo giusto».













