
In queste settimane siamo entrati nel pieno del periodo dedicato ai test delle nuove model year 2027, con la possibilità di provare e confrontare praticamente tutte le principali novità del mercato motocross. Tra una presentazione e l’altra siamo tornati anche a Cadrezzate per salire in sella alla gamma Husqvarna 2027.
Una scelta particolarmente interessante da parte della Casa austriaca che, pur non avendo rivoluzionato i propri modelli per il nuovo anno, ha voluto comunque metterci a disposizione tutta la gamma. E proprio il fatto di averle provate in un periodo così ricco di test ci ha permesso di avere un confronto molto più diretto e immediato con le principali concorrenti, confermando ancora una volta il livello raggiunto dalle Husqvarna da cross.
La base comune si percepisce immediatamente. Le Husqvarna hanno un’impostazione piuttosto racing, con una ciclistica precisa e sostenuta che permette di aumentare molto il ritmo senza arrivare facilmente al limite della moto. L’ergonomia è azzeccata, la posizione in sella naturale e, anche passando da una cilindrata all’altra, si ritrovano sensazioni piuttosto familiari. Per un amatore, soprattutto nei primi giri, questa impostazione può essere percepita come leggermente più rigida rispetto ad alcune concorrenti. Ma è proprio aumentando la velocità che se ne capiscono i vantaggi. Quando si comincia a spingere, il telaio rimane preciso e permette di guidare forte mantenendo sempre un ottimo controllo.

125 2T
Partiamo dalla 125, probabilmente una delle moto più formative in assoluto. Andare forte con un 125 significa imparare a usare veramente cambio, frizione e gas, cercando di non perdere mai velocità. Per chi arriva da una cilindrata superiore può inizialmente essere quasi traumatico. Se si sbaglia una marcia o si lascia scendere troppo il motore di giri, la differenza in uscita di curva si sente immediatamente. Il motore Husqvarna è però molto pulito nell’erogazione, corposo per la cilindrata e soprattutto gestibile. Rispetto ai vecchi 125 a carburatore la sensazione è quella di una risposta leggermente meno aggressiva, ma proprio per questo più facile da sfruttare. È una moto che ti obbliga a guidare bene, ma che allo stesso tempo aiuta parecchio nel processo di apprendimento. Il bilanciamento della moto e il setup ci è piaciuto. La forcella permette di mantenere un buon ritmo senza arrivare facilmente a fondo corsa e il setting di serie rappresenta già un ottimo punto di partenza.
250 e 300 2T
La 250 2 tempi è probabilmente una delle moto più divertenti provate durante la giornata. È leggera, scorrevole e ha abbastanza motore per divertirsi davvero senza richiedere lo sforzo fisico di un grosso quattro tempi. Il ridotto freno motore permette di entrare velocemente in curva e lascia una grande sensazione di scorrevolezza nella guida. Rispetto alla 300, la 250 ci è sembrata leggermente più brillante e aggressiva nell’erogazione, con un carattere più racing. La 300 2 tempi, invece, offre qualcosa in più soprattutto nella parte centrale dell’erogazione. Il motore è corposo ma allo stesso tempo un po’ più dolce e gestibile. Non è quindi tanto una questione di potenza assoluta, quanto di carattere. La 250 invita maggiormente a cercare il regime giusto e ad attaccare, mentre la 300 può essere guidata anche con la marcia lunga e senza esagerare con il gas.

250 4T: quella che ci ha sorpreso di più
Se dovessimo scegliere la moto che ci ha impressionato maggiormente, probabilmente indicheremmo la 250 quattro tempi. Il motore è davvero notevole. Ha una schiena importante e permette di utilizzare rapporti che normalmente su un 250 4T sarebbero più difficili da sfruttare. In alcune curve siamo riusciti a utilizzare tranquillamente la terza marcia e, anche quando si commette qualche piccolo errore nella scelta del rapporto, il motore riesce comunque a portarti fuori dalle curve senza mettere troppo in difficoltà il pilota. È un dettaglio importante, perché andare realmente forte con un 250 quattro tempi richiede normalmente precisione, scegliendo bene le marce e mantenendo sempre il motore nel range giusto. Husqvarna rende tutto questo un po’ più semplice. Anche la ciclistica ci è sembrata particolarmente equilibrata. Le sospensioni permettono di spingere parecchio senza creare problemi e durante il test non abbiamo sentito la necessità di stravolgere le regolazioni. Una moto completa, efficace e soprattutto molto veloce.

450 4T
Con la 450 quattro tempi cambia inevitabilmente il livello di impegno richiesto. Qui il carattere racing della gamma Husqvarna emerge ancora di più, perché alla precisione della ciclistica si aggiunge un motore estremamente prestante. La potenza è tanta e l’erogazione permette di andare veramente forte, ma bisogna anche avere il fisico e l’esperienza necessari per sfruttarla. La moto rimane maneggevole per essere una 450, ma rispetto alle cilindrate inferiori richiede inevitabilmente maggiore energia e attenzione. È una di quelle moto a cui bisogna dare del “lei”. Non perché abbia particolari difetti o reazioni difficili, ma semplicemente perché le prestazioni sono elevate. La sensazione è quella di una moto realmente pronto gara. Con il modello completamente di serie si può tranquillamente pensare di presentarsi dietro al cancelletto di gare davvero importanti.
Il punto forse più interessante emerso dal test di Cadrezzate è proprio questo. Le Husqvarna 2027 confermano di essere moto estremamente competitive già in configurazione standard. Per un amatore può servire qualche giro in più per adattarsi, soprattutto alla forcella ad aria. Il comportamento nella prima parte di escursione è differente rispetto a una tradizionale forcella a molla e inizialmente l’avantreno può sembrare più leggero e meno “appoggiato a terra”. Una volta capito il suo funzionamento, però, la precisione e le possibilità di regolazione permettono di costruirsi un ottimo setup.
Queste rimangono naturalmente le nostre prime impressioni, maturate durante una giornata di test in cui abbiamo avuto la fortuna di confrontare molte moto differenti. Ed è proprio questo confronto diretto ad aver confermato ancora una volta quanto la gamma Husqvarna sia competitiva.
Nel prossimo numero del nostro magazine entreremo più nel dettaglio con la prova completa, mentre sul nostro canale YouTube e sui nostri social arriveranno ulteriori contenuti dedicati alla gamma Husqvarna 2027.
Foto: Lucio Buselli











